«La scolarizzazione dei rom? Totale fallimento»

«Intervenga il prefetto Achille Serra»

«Il sistema della scolarizzazione dei piccoli rom è da rivedere. Fino a oggi i risultati sono stati poco conoscibili e comunque fallimentari a fronte di ingenti sprechi di denaro pubblico». È quanto denunciano i consiglieri comunali di Alleanza nazionale, Fabio Sabbatani Schiuma, Marco Visconti e Luca Gramazio, quest’ultimo membro della commissione Scuola e infanzia. A certificazione della denuncia gli esponenti di An forniscono alcuni dati in merito al numero degli iscritti: «Erano 1.161 nel 1999-2000 - sottolineano - 1.391 nel 2000-2001, 1.749 nel 2001-2002, 1.791 nel 2002-2003 e 2.157 nel 2003-2004».
«Negli anni seguenti - evidenziano ancora - dal Dipartimento XI non è dato sapere nulla sulle nuove iscrizioni e soprattutto sul numero dei reali frequentanti. Eppure anche per l’ultimo triennio 2005-2008 sono state stanziate e spese ingenti somme: un appalto diviso in 9 lotti per un totale di 5.832.974 euro. A settembre 2005 gli iscritti risultavano appena 1872, per una spesa annuale procapite di 1.050 euro a fronte di 200 euro di lezioni, spesso individuali e a domicilio».
Numeri che non vanno giù ai consiglieri. «È evidente - sottolineano - che il metodo fin qui usato non funziona. Chiederemo in commissione scuola la verifica sulle modalità di controllo del capitolato d’appalto, ma ciò che innanzitutto proponiamo è la semplice applicazione della legge. Chiederemo inoltre un intervento al prefetto Achille Serra affinché l’Ufficio minori della Questura agisca anche su impulso del nucleo assistenza emarginati comune (Nae) e conduca indagini sulle famiglie i cui genitori vanno a nostro avviso imputati del reato di riduzione in schiavitù; a loro va sospesa la patria potestà qualora emerga ed è la quasi totalità dei casi, che sono gli stessi genitori ad impedire ai figli di frequentare le scuole, privandoli di qualsiasi diritto all’infanzia essendo più interessati al business accattonaggio».
«Il Tribunale dei Minori - incalzano i consiglieri - dovrebbe infine smetterla di sentenziare il ricongiungimento con il nucleo familiare ogni qualvolta i bambini vengano trovati reiteratamente in stato di abbandono o siano protagonisti di piccoli reati».