La scommessa di Benitez: «Vinciamo tutto»

nostro inviato a Appiano G.

L’ultima scommessa di Benitez e dell’Inter è la più semplice, ma la più difficile. «Vinciamo e non ci fermiamo più». Appuntamento stasera a San Siro per vedere l’effetto che fa. C’è il Twente, ma ci deve essere soprattutto l’Inter. O quel che resta visti infortuni e assenze. Una situazione che metterebbe nei guai anche un mago. Uno come Mourinho sarebbe andato fuori di testa, urlando al mondo. Benitez ha mantenuto tempra salda e un sorrisetto amaro. Questa è l’Inter dell’ultima chance (per Benitez) ma anche la partita dell’ultima svolta. Se non svolta stasera, la squadra rischia di finire contro un muro: chiunque ne sieda sulla panca. Visto da fuori lo spettacolo è da prezzo del biglietto. Visto da dentro, è da nervi a fior di pelle. Moratti non sa da che parte cominciare: lo caccio? E se lo caccio, chi prendo? Forse è meglio che non lo cacci? «In fondo», ha concluso, «l’allenatore non ha tante alternative su cui contare nella rosa».
Benitez ha nervi d’acciaio e pensieri impenetrabili. Ha già deciso la tattica. Fuori dal campo è catenaccio stretto. Ieri è stato perfin ossessivo nel ripetere il concetto che vale. «Guardiamo avanti, cerchiamo di essere ottimisti. Questa sarà una partita speciale per tutti. Sappiamo che vincendo saremo qualificati. Nel calcio tutto cambia in fretta. E questa sarà la prima partita di tante altre vincenti». Unico affondo in una vigilia fatta di parole dispensate come giocasse a scacchi. Benitez ha evitato il problema ultima spiaggia, ma anche quello, ben più spigoloso, di un esonero pur vincendo. All’Inter è capitato con Gigi Simoni, dopo il successo sul Real Madrid. Moratti preferisce licenziare dopo un successo, lo trova meno umiliante per la persona. E Benitez ha evitato di mostrarsi stordito e sorpreso, replicando con atteggiamento Zen: «Vinciamo oggi e non la finiremo più». Questa è la sfida: se vinciamo, provate a mandarmi via! Tutto un sottinteso. E questo è il bello dell’ascoltare il tecnico spagnolo. Bisogna interpretare, annusare le raffinatezze verbali, non fermarsi solo alla risposta, ma leggere cosa ci scrive dietro. Ad ogni interrogativo, prima di rispondere si domanda: questo dove mi vuole portare?
Oggi conta dove lo porterà l’Inter che, fra l’altro, ha vinto le ultime sei partite casalinghe di Champions. A sentir capitan Zanetti, c’è da pensare che la sveglia sia suonata. Con piglio insolitamente duro, ha interpretato dubbi e ansie. «Qui bisogna giocar con rabbia come ha detto il presidente». E stavolta si è preso l’incarico della critica a Eto’o. «Ha commesso un grande errore con quella testata. Lui lo sa. Pagherà, ma per colpa sua pagherà soprattutto la squadra». Ci sono tanti focherelli sotto la cenere, lo spogliatoio sta tornando nervoso, lascia trapelare nervi, mugugni, insoddisfazioni. Storie da vecchi tempi che il capitano non ha negato. Il solito pissi pissi che alimenta verità reali o artefatte. Come quella di una telefonata di Cambiasso a Moratti subito dopo la partita di Verona. Qui Zanetti è stato categorico: «La storia attribuita a Cambiasso è vergognosa». Sul resto l’incertezza è maggiore. «Non so se qualcuno parli con giornalisti o col presidente. Bisogna capire se è vero. Posso parlare solo per quello che so». Per solito il capitano è molto più laconico. Stavolta ha voluto far intendere che le furbate non sono ben accette.
Il capitano si è schierato con Benitez e Benitez si è schierato con i suoi giocatori evitando ogni accenno alla testata di Eto’o e alla cattiva forma di primedonne e gregari. Ha lavorato per sè e per la squadra, ha cercato di far rinfoderare a Moratti certi cattivi giudizi: si è dimostrato pratico e flessibile. E il presidente ha notato che mai il tecnico ha alzato bandiera bianca. Ma se stasera non vincerà... Il Twente potrebbe dargli una mano: all’andata fu pareggio, ma gli olandesi in campionato hanno giocato 38 partite senza perdere mai. Ora la serie si è interrotta e il momento è difficile: in campionato hanno perso due partite di fila. C’è qualcosa che differenzia sostanzialmente le due squadre: il Twente è la squadra con il maggior numero di falli (80) a carico in questa Champions e l’Inter solo 33, meno di tutti. Talvolta i numeri sono specchio di una squadra e della sua grinta. Benitez stasera metterà il grinta nel motore che poi è Materazzi. La fallosità nerazzurra potrebbe salire e Matrix se la vedrà con Janko, guarda caso il giocatore più falloso degli olandesi. Ci sarà anche Thiago Motta, in panchina. Ieri volava una battuta: Benitez lo ha portato perché non mangerà il panettone. Stasera potrebbe farla rimangiare ai mittenti.