Scommesse in aumento Non per tutti

L’ippica, alla ricerca spasmodica di nuove entrate, contava molto sull'incremento della raccolta dei corner che da ieri avrebbero dovuto accettare puntate anche sulle corse di altri due campi di corse. Non solo tris, quindi. A seconda dei casi gli scommettitori avrebbero avuto a disposizione un'offerta ben più sostanziosa di quella attuale, fra 12 e 18 corse al giorno. Invece per adesso niente. L'Aams non ha dato il via alla sperimentazione anche se si ripromette di farlo presto. L'Unire è in sofferenza economica. Nell'ultimo consiglio il suo CdA ha stabilito di mantenere inalterato per l'anno in corso il montepremi del 2007, pari a 218,2 milioni. Ma i conti non tornano perché le entrate al 15 di aprile sono in rosso di 14,7 milioni rispetto al bilancio di previsione che già prevedeva un aumento di 20 milioni. Se la tendenza non cambia l'Unire si troverà in cassa 70 milioni in meno a fine anno. Con buona pace di allevatori e proprietari di cavalli che vivono essenzialmente di montepremi. Una specie di caporetto. Che l'ippica non tiri come un tempo lo si desume anche dallo studio effettuato da Agicos sull'attivazione della nuova rete: quella sportiva è pari al 74% mentre quella ippica è ferma al 66,5%. Niente è casuale, si capisce al volo dov'è la convenienza.
È invece in continua crescita il trend delle scommesse sportive. Ma la calma è solo apparente. Lo dimostra la lettera inviata da Sicon ai vertici di Aams dove il presidente Raffaele Palmieri afferma: «Di fatto, dietro questa politica sorda dell'Amministrazione, sono rimaste irrisolte questioni di notevole importanza per il settore». Di seguito l'elenco: al primo punto il mancato controllo dei punti di commercializzazione «spuri» che fanno raccolta al pari di quelli legali creando una concorrenza sleale diffusa e consolidata; al secondo la violazione quotidiana del divieto di intermediazione; al terzo l'irrisolto problema delle 329 agenzie ippiche storiche; al quarto la deregulation nelle attività di start-up dei nuovi punti Bersani, in particolare da parte dei grandi operatori.
Palmieri ha aggiunto: «Con questa lettera abbiamo denunciato la mancanza di attenzione e concertazione dell'Amministrazione che da 2 anni si è arroccata nelle proprie stanze e ha lasciato il nostro settore nella paralisi totale con mille problematiche irrisolte. Il settore richiede protezione e non protezionismo. Altrimenti si rischia di ricadere in richiami da parte della Commissione Europea e in sentenze che sbugiardano e destabilizzano il settore vanificando gli ingenti investimenti effettuati negli ultimi anni». La risposta ad Aams.