Per le scommesse illecite sotto inchiesta 21 giocatori

La procura di Udine ha spedito gli atti all’ufficio inchieste di Borrelli. Coinvolti Iaquinta (Udinese), Di Michele (Palermo), Jankulovski e Kalac (Milan): rischiano uno stop di 18 mesi

Claudio De Carli

Gli avvocati Calabrese e Adani che difendono Vincenzo Sommese, centrocampista del Mantova, sarebbero già pronti a chiedere il patteggiamento, il loro assistito sarebbe fra i più compromessi, al momento l’unico indagato per scommesse illecite su incontri di calcio relativi anche alla stagione 2005-2006.
Dopo la chiusura delle indagini del pm Del Giudice della procura di Udine sul maxigiro di scommesse non autorizzate da parte di 21 calciatori, ora l’inchiesta passa alla federcalcio, al capo dell’Ufficio indagini Francesco Saverio Borrelli al quale sono già stati trasmessi gli atti. Se la giustizia ordinaria darà esiti annacquati per via dell’indulto previsto fino al 2 maggio 2006, la giustizia sportiva rischia di picchiare pesante, soprattutto dopo l’inasprimento delle sanzioni dal novembre 2005. E qualche calciatore teme per la sua carriera, la normativa ora prevede squalifiche non inferiori ai 18 mesi. In ballo c’è la violazione dell’articolo 5 del codice di giustizia sportiva che vieta ai tesserati di scommettere sulle partite di serie A e B.
Il pm Del Giudice, tramite incursioni su conti bancari on line, siti, e-mail e telefonate, è arrivato a formulare i reati di violazione della legge 401 dell’89 per partecipazione a scommesse, giochi e concorsi a pronostici abusivamente raccolti e gestiti, e per operazioni bancarie con modalità elusive della normativa antiriciclaggio. Il bookmaker che si sarebbe incaricato di recuperare le somme dai giocatori e investirle su Eurobet, società di scommesse on line con sede a Gibilterra, è Armando Zamparo, un edicolante di piazza San Marco, centro di Udine, ed è proprio monitorando i suoi conti on line che la procura ha individuato i nomi dei calciatori. Sono Di Michele, Margiotta, Sommese, Iaquinta, Manfredini, Jankulovski, Ferrante, Sosa, Bia, Pierini, Pineda, Walem, Abeijon, Scarlato, Scrigna, Gregori, Pinzi, Kalac, Fresi, Bordin, Schwoch. E sono state accertate le cifre versate: 146mila euro Ferrante, 120mila El Pampa Sosa, 105mila Pineda, 96mila Di Michele, 30mila Jankulovski, solo 10mila Kalac. «Conosco questi 21 giocatori, ma ne conosco almeno altri 200 con cui ho bevuto un caffè. Mi parlavano di calcio, non di scommesse», ha detto Armando Zamparo al quotidiano on line affaritaliani.it.
L’indagine del pm Lorenzo Del Giudice parla invece di scommesse precise, con puntate forti, addirittura una da 100mila euro sul pareggio fra Reggina e Bologna (8 maggio 2005) che effettivamente finì 1-1. L’edicolante avrebbe solo ammesso di giocare su Eurobet da vent’anni ma per conto proprio e ha negato di aver mai ricevuto assegni in bianco dai calciatori: «Preoccupato? È da oltre 2 anni che va avanti questa storia, ma non sono mai stato sentito da nessuno. Aspetto che finiscano queste indagini per poi essere ascoltato, non temo un confronto con Borrelli. Con i calciatori andavo al casinò, mi interpellavano per consigli. Cercavo di far capire alcuni parametri tecnici». Su un’altra curiosa scommessa vincente, relativa a tre pareggi del 22 aprile 2006 del campionato di serie A, si concentrano le indagini con l’obiettivo non nascosto di scoprire se dietro ci siano incontri taroccati.
L’inchiesta è stata avviata ai primi del 2005 e avrebbe accertato, tra il 1998 e il 2005, un giro d’affari di oltre 10 milioni e mezzo di euro. Sarebbe emerso che Di Michele avrebbe scommesso su Udinese-Inter del 19 febbraio 2005, gara finita 1 a 1 con il pareggio friulano di Goitom al 90’. Il patron dell’Udinese, Giampaolo Pozzo, ha dichiarato: «Dalle informazioni in nostro possesso i giocatori in forza all’Udinese non hanno commesso alcun illecito». Giampiero Pinzi ha detto che questa vicenda è solo una scocciatura: «Non so come sia uscito il mio nome». Vincenzo Iaquinta ha così giustificato i suoi mille euro: «Solo una puntata a video poker in un’edicola del centro», quella di Zamparo.