Scommesse, interrogato Buffon: «Ho tolto ai giudici ogni dubbio»

Il portiere azzurro sentito per due ore dal vice di Borrelli

da Roma

Due ore. Due ore per ricostruire il versamento di una cifra consistente, 10mila euro. Secondo i pm di Parma, quella somma poteva essere finita nel calderone delle scommesse, pratica illegale per un calciatore. Perciò Gianluigi Buffon, portiere della Juve e della Nazionale campione del mondo, ieri si è presentato negli uffici romani della federcalcio per farsi interrogare da Carlo Loli Piccolomini vice capo dell’ufficio indagini, il vice di Borrelli per intendersi, accompagnato da due legali, gli avvocati Chiappero (difese Giraudo nel processo doping) e Corini. Due ore possono sembrare tante. «Ma abbiamo parlato anche d’altro» è la spiegazione parziale fornita dall’interessato che alla fine è uscito sorridente e si è definito «sollevato e soddisfatto». «Se avevano dei dubbi penso che adesso siano andati via» è la conclusione di Buffon, non ancora quella dell’ufficio che non ha rilasciato dichiarazioni in proposito.
Si sa solo che, al pari della Procura di Parma, di quella somma versata, risulta difficile ricostruire il percorso e non c’è la prova che sia finita dentro le scommesse on line e comunque in nome e per conto di Buffon. A Parma, quando prima di volare verso Germania 2006, Buffon, scortato da Gigi Riva, si presentò dinanzi ai magistrati che indagavano, rilasciò la seguente dichiarazione: «Saldai un vecchio debito». Ieri, a Roma, ha ripetuto: «Si trattava di un prestito». «Si va verso un non luogo a procedere, quei diecimila euro non erano riferiti ad alcuna scommessa» è il convinto pronostico di uno dei due legali di Buffon il quale non ha mai negato in passato - e come potrebbe? - di aver praticato la scommessa. «Ma l’ha fatto prima del 2005, quando è intervenuta la normativa che nega tale pratica ai tesserati» è la sua posizione descritta dai difensori. Così il viaggio a Roma, per il portiere azzurro, diventa anche l’occasione per rispondere alla proposta di Blatter, via Pancalli, il commissario, di cominciare il campionato a Ferragosto. «Di solito a Ferragosto si va al mare» è la sua battuta.
Se Buffon può cavarsela, qualche sorpresa potrebbe arrivare dal troncone friulano sulle scommesse. In questo senso dovrà essere ascoltato Vincenzo Iaquinta, un altro degli azzurri del mondiale tedesco, finito al centro del caso. Le carte dei magistrati friulani minacciano di regalare a Borrelli qualche riscontro utile per poter definire meglio la posizione del centravanti. Attendere per vedere.