Scommesse, Italia primo partner di Fifa e Interpol contro puntate illegali

Firmato al Viminale un protocollo d'intesa contro la corruzione: il giro di affari è di 90 miliardi euro l'anno

«Le scommesse illegali ammontano a 90 miliardi di euro l'anno», un problema che riguarda tutto il mondo. Lo ha detto il segretario generale dell'Organizzazione internazionale della polizia criminale-Interpol, Ronald k. Noble, durante la firma al Viminale, alla presenza del ministro dell'interno, Roberto Maroni, del memorandum di intesa sull'attuazione dell'iniziativa tra Interpol e Fifa, per potenziare l'attività di contrasto del fenomeno della corruzione nelle competizioni sportive. L'Italia ha aderito al protocollo d'intesa siglato da Fifa e Interpol a maggio dello scorso anno: è il primo Paese a farlo e la durata dell'accordo è di dieci anni.
«Nelle operazioni di polizia - ha spiegato Noble - sono stati confiscati 680 milioni di dollari nel 2007, 16,8 nel 2008, 9,9 nel 2010. Ringraziamo il ministro Maroni e il Capo della Polizia Antonio Manganelli per il sostegno all'iniziativa dell'Interpol. Combattiamo da tempo questo fenomeno che va affrontato non solo dal punto di vista repressivo. Questo partnenariato educativo è importante e l'Italia è il primo paese ad aver accettato di partecipare a questo protocollo, che si svilupperà nel corso di dieci anni».
«L'Italia - ha sottolineato ancora Noble - ha grandi calciatori, purtroppo a volte ci sono scommesse clandestine e la Polizia sta facendo un grande lavoro per contrastare e prevenire il fenomeno. Il ministro Maroni mi ha detto di essere preoccupato per l'impatto che la corruzione nel mondo dello sport può avere sul futuro dei giovani», sottolineando il bisogno di valori positivi. «Anche con questo protocollo, credo sarà possibile restituire al calcio la bellezza di questo gioco».
L'obiettivo dell'accordo, ha spiegato Maroni, «è realizzare programmi formativi e piani di studio comuni per giocatori, funzionari, arbitri e operatori di polizia. La formazione ha un ruolo fondamentale soprattutto se si pensa all'impatto che lo sport, e in particolare il calcio, ha sui giovani: lo sport deve trasmettere loro valori positivi, non quelli negativi legati a combine e a gare vinte non dal più forte ma da chi usa mezzi truffaldini».
Ma non sono solo le scommesse clandestine a preoccupare il Viminale e le forze di polizia. Tra le scommesse legali, infatti, che muovono almeno il doppio del denaro, ce ne sono tante che riguardano gare truccate. «È un sistema sempre più "raffinato" - ha aggiunto il ministro dell'Interno - nella copertura legale di comportamenti illegali, che dobbiamo combattere».
Nel protocollo, si spiega che per contrastare il fenomeno della corruzione nelle competizioni sportive e della penetrazione, nel settore, delle associazioni criminali anche transnazionali, «le parti si impegnano a pianificare corsi di formazione rivolti ad operatori di polizia e ad esponenti del mondo sportivo italiani e stranieri». Il Dipartimento di pubblica sicurezza «si impegna ad assistere il segretario generale Interpol, nella realizzazione di programmi formativi e piani di studio comuni per funzionari, arbitri, operatori di polizia ed altri, con riferimento all'iniziativa Interpol-Fifa».
In programma anche corsi, seminari, conferenze e altre attività formative concernenti «le strategie e le tecniche corruttive nel calcio e negli altri sport, nonchè le metodologie di accertamento e di prevenzione della corruzione». Il Dipartimento di P.S., si legge ancora nel Memorandum, può avviare programmi formativi pilota nel calcio, in vista di una successiva estensione ad altri sport e in altri Paesi, informandone il segretario generale Interpol.