Scommettete on-line sul successo di un libro

Ultima frontiera del marketing oppure reale operazione culturale? Fa discutere l’iniziativa di «Mediapredict.com»

Sarebbe pure ora che l’editoria iniziasse ad utilizzare sistemi di misurazione del gradimento, se non proprio accurate ricerche di mercato, per lasciare ai destinatari dei propri prodotti la possibilità di dire la loro sull’opportunità di far arrivare certi libri sugli scaffali. Di roba inutile, se non dannosa, potrebbe essercene risparmiata parecchia.
Invece l’intrattenimento in generale, per ovvi motivi di costi e per sua cultura storica, non organizza focus groups per fargli assaggiare le sue creazioni, come fanno i produttori di merendine; lascia all'intuizione e al gusto personale dei suoi responsabili creativi la decisione su cosa può avere successo - e se può seguire una corrente già collaudata è ben felice di cavalcare quell’onda finché dura. Questi creativi non sempre ci indovinano, e nei settori dove in caso di successo internazionale i profitti fanno una certa differenza, vedi soprattutto musica o film, si sprecano le leggende, solo per restare in tempi recenti, su questo o quel funzionario che decretò con sicurezza che Madonna o la saga di Guerre Stellari non erano roba che potesse vendere, o che Harry Potter non era poi questo granché.
Ecco allora arrivare dagli Usa un progettino online ambizioso e tecnicamente articolato, non fosse che la sua macchinosità lo rende viziato in partenza, condannando i lettori a restare a fidarsi del caro vecchio direttore editoriale. Mediapredict.com, sulla scia di borse analoghe come «Hollywood Stock Exchange», dove si scommette sull'esito dei film al botteghino, è un mercato virtuale al suo debutto in questi giorni, dove si invita il pubblico a dare valore ai prodotti che ritiene abbiano possibilità di successo, con l’acquisto di azioni e il meccanismo di vincita o perdita della Borsa.
I partecipanti acquistano virtualmente un prodotto e vi puntano sopra, scommettendo che entro una certa data strapperà un contratto a una major, o allo stesso modo possono valutare i grandi titoli che stanno per arrivare al cinema o in libreria.
I creatori del sito si erigono a rivoluzionari della cultura e fautori del potere decisionale delle masse, chiamandoci a contribuire alla realizzazione di un mondo migliore delle opere d'ingegno, di cui finirebbero per beneficiare tutti in termini di offerta e di qualità. L’dea sarebbe quella di far avanzare richieste dal basso, attivando le preferenze di nicchie anche solide, o in espansione, che potrebbero essere trascurate dall'offerta.
Non fosse che la trovata sembra più che altro una malcelata iniziativa editoriale (Simon & Schuster è partner nell'operazione, non per caso) per sondare le opinioni del pubblico gratuitamente e senza impegno, e dare contentini a chi desidera far conoscere il suo libro nel cassetto, sulla scia di vicende di improvvisa notorietà di sconosciuti su YouTube o MySpace. Pur motivati dall’impulso di dare un parere o di tentare di spingere il proprio manoscritto (che passerebbe al vaglio del pubblico una volta selezionato da un team di agenti letterari - ufficialmente ignoto, ma pare ben noto agli addetti ai lavori), è difficile immaginare i lettori appassionarsi ai sondaggi - a meno che non siano patiti dei mercati azionari ! - in nome di una non ben precisata utopia della democratizzazione del gusto.