Scompare un bimbo: ore d’angoscia nel Savonese

Diego Pistacchi

Non c’è più, Nicola, vicino al pollaio. Giocava lì, nel giardino della casa degli zii. Ma quando la mamma va a cercarlo non c’è più. Calizzano, il paesino del Savonese, si riscopre improvvisamente troppo vicino a Casalbaroncolo, e pensare alla fine del piccolo Tommy Onofri è inevitabile. Scatta subito la caccia al bimbo di neppure tre anni che non si trova più. Che era arrivato da pochi giorni a Calizzano, insieme ai genitori e alla sorellina Camilla, 5 anni, per festeggiare le nozze di una cugina. Le prime notizie, le prime tracce sono, se possibile, ancora più agghiaccianti. Perché Nicola Spano è davvero scomparso nel bosco, le squadre che battono la zona palmo a palmo, trovano subito una scarpetta del piccolo. È solo il primo indizio che porterà al ritrovamento di Nicola, ma così, senza la possibilità di conoscere in anticipo il lieto fine, è un ritrovamento che fa venire i brividi, che fa pensare a un rapimento. Qualcuno potrebbe aver preso il bimbo di peso e averlo portato via da casa mentre lui si dimenava. Così si spiegherebbe quella scarpetta persa.
A Camporosso di Calizzano, a poca distanza dal cimitero del piccolo centro della Valbormida, sale la tensione e si moltiplicano gli sforzi di chi cerca il bimbo. Da Genova arriva l’elicottero dei vigili del fuoco, che guida le squadre a terra e cerca di vedere quello che la boscaglia nasconde dal basso. Poi ci sono i carabinieri, la forestale e il soccorso alpino. Ma in pochi minuti il tam tam disperato dei genitori chiama a raccolta il paese e i volontari sono un mezzo esercito.
Spaventa l’idea peggiore, l’ombra del pedofilo o del rapitore. Ma non lasciano affatto tranquilli neppure tutte le scarpate che circondano la casa di Nicola. Anche perché è proprio in una di queste zone impervie che i vigili del fuoco trovano subito la scarpetta del bimbo, a meno di quattrocento metri dal pollaio. Le ricerche si concentrano in quella zona e i soccorritori provano ad andare avanti lungo la strada che dovrebbe aver seguito il piccolo.
Sembra impossibile che Nicola abbia fatto quella «scalata», eppure tutti gli indizi spingono i soccorritori ad andare in quella direzione. È la direzione giusta, perché finalmente, verso alle 13.10, le radio ricetrasmittenti danno l’annuncio: «L’abbiamo ritrovato. Vivo, sta bene». A notarlo sono due volontari, Mario Martini e Maria Mazza, che raccontano: «Era seduto su un sasso vicino ad un roveto. Era un pò spaventato, ma tutto sommato stava bene. Non sembrava aver problemi». Il bimbo era a oltre un chilometro da casa. Sotto i ripetitori delle tv. Era arrivato lì da solo, senza dire niente a nessuno. Come fosse stata la cosa più normale del mondo, era andato a curiosare nel bosco, spingendosi sempre oltre, fino ad arrivare ai piedi delle antenne. Solo un pò spaventato si è subito fidato dei soccorritori che l’hanno riportato a mamma Martina e papà Gianfranco. Casalbaroncolo è tornato subito a centinaia di chilometri di distanza dalla Valbormida.