La scomparsa di Biglieri «il negoziatore tenace»

da Roma

Lutto in Confindustria. Si è spento l’altra sera a Milano, Roberto Biglieri, direttore generale di Federmeccanica. Aveva 59 anni e lascia due figlie. Cordoglio tra i sindacati che lo ricordano come un grande negoziatore, tenace e leale.
Tutta la carriera professionale di Biglieri si è svolta all’interno di grandi realtà industriali. Inizia alla Richard Ginori per passare, nel 1971, alla Agusta Costruzioni Aeronautiche dove rimarrà fino al 1978. L’anno dopo e per altri 8 anni lavorerà alle relazioni sindacali di Assolombarda per poi passare, con le stesse mansioni, in Magneti Marelli. Si occuperà, poi, di relazioni industriali in Fiat e all’Enel. Nel 2000 approda in Federmeccanica.
Proprio per Confindustria firmerà due importanti rinnovi contrattuali dei metalmeccanici. Il primo, sulla parte normativa, siglato separatamente da Cgil, Cisl e Uil. Il secondo, che ha riguardato il rinnovo economico delle tute blu e sempre a firme separate dei sindacati, è stato concluso nel maggio 2003.
Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, esprime «cordoglio alla famiglia, a Federmeccanica e a Confindustria per la scomparsa di un importante dirigente con il quale la Cgil si è sempre confrontata con rigore, rispetto e lealtà».
Lealtà e tenacia, secondo il leader della Uilm, Tonino Regazzi, hanno sempre caratterizzato Biglieri: «Si tratta - dice - di una brutta notizia, una grande tristezza. Era un uomo ancora giovane che poteva dare molto alla sua organizzazione. Con lui - prosegue Regazzi - ho fatto due contratti, in un momento particolarmente difficile. Era un tenace negoziatore, ma leale. Puntava agli obiettivi senza giocare partite difficili. Non credo che abbia lavorato per dividere il sindacato».
Il numero uno della Fim, Giorgio Caprioli, ammette che con Biglieri «scompare non solo un professionista di grande valore, ma anche una persona che nascondeva dietro la proverbiale grinta una grande sensibilità». Non solo: «Sapeva anche cercare costantemente terreni di incontro con il sindacato e aveva un forte senso di autoironia. Pur gestendo trattative molto difficili, le sapeva guardare con il distacco necessario per trovare sempre soluzioni positive. Rimpiangerò - conclude Caprioli - non solo un interlocutore che manteneva sempre gli impegni, ma anche una persona di rara umanità».