«Scomparso un artista unico e un uomo perbene»

Alemanno: «Testimone sereno della storia» Veltroni: «Aveva una forza straordinaria»

da Milano

«Scompare con suo padre un artista italiano di fama e di rilievo internazionali. Musicista straordinario, jazzista e critico musicale, ha arricchito con il suo stile originale e con un prezioso talento il panorama musicale italiano. È stato un maestro per tanti giovani musicisti a cui sapeva trasmettere la sua passione. Giungano a lei e a tutti i familiari a nome di mia moglie Franca e mio personale sentimenti di commosso e partecipe cordoglio». Ecco il messaggio di cordoglio inviato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi alla famiglia di Romano Mussolini.
È una commozione unanime quella che arriva dopo la morte del musicista figlio di Benito Mussolini. Per il presidente del Senato Marcello Pera Romano Mussolini è stato «un grande jazzista e punto di riferimento nel panorama della musica internazionale». I componenti di Alleanza Nazionale hanno espresso profondo dolore. Il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi sostiene che «Con Romano Mussolini scompare una persona seria e per bene, un artista di riconosciuta capacità, un uomo la cui bandiera è stata la semplicità unita alla dignità. Ad Alessandra e a tutti i familiari giunga la mia partecipazione al loro grande dolore». Un altro ministro, quello dell’Agricoltura, Gianni Alemanno, parla di «un grande artista, ma anche un testimone alto e sereno dei momenti più travagliati della nostra storia nazionale».
Ma i cordoglio per la morte di Romano Mussolini viene espresso anche da rappresentanti del centrosinistra. Questo il commento del sindaco di Roma Walter Veltroni: «Sono addolorato per la morte di Romano Mussolini, una personalità che ha contribuito, in anni lontani e difficili, a diffondere e rendere popolare in Italia la straordinaria forza artistica del jazz».
«Romano Mussolini mi è parso una brava persona. Questa è l'impressione che ho ricevuto da un mio incontro con lui», è la considerazione dell'ex partigiano e giornalista Giorgio Bocca. «La loro non era una famiglia di persone particolarmente cattive, perfide: c'è stato solo il fondatore che ha peccato in eccesso. La loro - ha aggiunto Bocca - non era una famiglia repellente, era una famiglia normale».