Scompenso, ricerca italiana

Scoperto a Pomezia un nuovo principio attivo che stimola la contrattilità del cuore ed evita aritmie ed effetti collaterali

Luigi Finzi

Aumentano i segnali di ottimismo per la ricerca scientifica italiana. Nella sua relazione annuale il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé ha ricordato che dal 2003 ad oggi pur con una congiuntura difficile le aziende farmaceutiche hanno aumentato i loro investimenti in ricerca e sviluppo del 10 per cento ogni anno e del 15% nelle imprese più innovative.
Anche il farmacologo Paolo Carminati, uno dei pionieri della ricerca oncologica italiana, attuale responsabile della ricerca Sigma-Tau (che si svolge a Pomezia, Caserta, Milano e Washington) conferma l’attuale vivacità della ricerca italiana: negli ultimi sei anni Sigma-Tau ha sviluppato 13 nuove molecole in queste aree: oncologia, immunologia, cardiologia, sistema nervoso, malattie metaboliche. Dal 1946 ad oggi, grazie soprattutto alla ricerca farmaceutica ed alle conquiste della Medicina, la durata della vita è aumentata ogni anno in media di quattro mesi.
L’Istituto dei Tumori di Milano, l’Istituto Mario Negri e l’Istituto europeo di oncologia collaborano con i ricercatori guidati dal professor Carminati allo sviluppo di nuove sostanze antitumorali. È attivissima inoltre la ricerca sullo scompenso cardiaco acuto. Lo scompenso cardiaco rappresenta una condizione sempre più diffusa associata ad alta morbilità e mortalità. Questa patologia insorge nel corso della maggior parte dei casi di malattie cardiache gravi e si estrinseca in una vasta gamma di quadri clinici, dallo scompenso cardiaco acuto a quello cronico. L’insufficienza cardiaca acuta in pazienti con scompenso cardiaco congestizio è uno degli indicatori più frequenti di ospedalizzazione negli Stati Uniti e rappresenta circa il 75% delle spese per il trattamento del cuore affaticato. Le linee guida generali nella terapia medica prevedono l’utilizzo di vasodilatatori, il controllo della ritenzione idrica e di sodio, il supporto della funzione ventricolare depressa. L’impiego di farmaci per via endovenosa rappresenta la terapia di base in pazienti con scompenso cardiaco acuto, ove si renda necessario un supporto emodinamico. Allo stato attuale, gli inibitori della fosfodiesterasi, gli agenti catecolaminergici e gli inodilatatori sono le uniche classi di isotropi impiegate, ma con possibili gravi effetti collaterali. Nei giorni scorsi a Losanna è stato firmato un accordo di licenza per attività di ricerca e sviluppo e commercializzazione dell’istaroxime, impiegato nella sindrome da scompenso cardiaco acuto. Questo nuovo principio attivo, scoperto, brevettato e sviluppato da Sigma-Tau, sarà commercializzato nel mondo, ad eccezione dell’Italia e di altri paesi europei, da Debiopharm, un gruppo internazionale biofarmaceutico con sede a Losanna ed oltre 2,2 miliardi di dollari di volume di affari. Claudio Cavazza, presidente di Sigma-Tau ha affermato: «Istaroxime è un farmaco innovativo, tra i più importanti della nostra ricerca».