La scomunica di Grillo su «Veltrusconi»

da Milano

I politici non sono bene accetti qui, figurarsi quelli che trattano con il nemico. Ché nemici lo sono tutti, certo, ma qualcuno, anzi uno, lo è più degli altri. Trattasi di Silvio Berlusconi, e di chi sennò, e allora adesso sul blog di Beppe Grillo è partito il «dagli a Veltroni». Già il titolo dell’ultimo «post» del fustigatore genovese la dice tutta: «Veltrusconi». Il resto è un aizzare il popolo dei blogger contro il dialogo sulle riforme.
Prima riga: «Per Veltroni la legge elettorale non si fa senza Berlusconi». Sintomo di democrazia? Macché, è il solito inciucio, anzi peggio. Significa che «per Veltroni la legge elettorale si fa senza gli italiani», e anche che «non si fa in Parlamento». Il tutto aggravato dall’onta vera: «Per Veltroni la legge elettorale non deve tenere conto delle tre proposte della legge di iniziativa popolare: “Parlamento Pulito”». E via così smontando l’importanza del confronto, là dove Veltroni è reo di non volere il referendum, e attaccando quella che ai blogger pare la legittimazione di un avversario che invece non va legittimato: «Per Veltroni chi ha il controllo dell’informazione è il vero interlocutore» e via così attaccando Veltroni per colpire Berlusconi. Gli italiani che hanno votato Forza Italia? Chissenefrega, conta di più quel «milione e mezzo di persone che hanno partecipato al V-day» e che per Veltroni «può andare a fan...».
E allora, se Veltroni legittima Berlusconi, Grillo delegittima Veltroni. Così: «Ma chi è Veltroni? È il sindaco di Roma. E come lo fa? Secondo il papa “a Roma c’è gravissimo degrado”». Quindi: «Topo Gigio Veltroni non è deputato, non può presentare leggi, fa il sindaco part time. Quest’uomo vuole decidere per noi. Si faccia eleggere, entri in Parlamento e presenti una sua proposta. Per ora si occupi della sua città, visto che è pagato per farlo». I grillini ci hanno messo un attimo, ieri, a raccogliere la provocazione. «Mai visto un cumulo di m... più grande del Pd» scrive Piero Rolla. «Alle prossime elezioni voto per lo scoiattolo che scoreggia» avverte Manuela Bellandi. Luigi Nicolai sogna «assenteismo al 99%, il restante 1% sono i 200 salariati della casta», Massimo Ercolani vaneggia un «V per Vendetta» e via così attaccando B. e W. sullo scibile, comprese naturalmente le immancabili emergenza dei rifiuti e lotta alla mafia. Riassume il senso Maksim Cristan: Veltroni dialoga con Berlusconi? Si merita un «V-V Day (Vaffa Veltroni Day)».
paola.setti@ilgiornale.it