Scomunica del Papa: «Un crimine fermare la vita»

«L’uso arbitrario dell’embrione riduce l’uomo a mero oggetto»

Andrea Tornielli

da Roma

Promuovere i valori della famiglia e rispondere alle sue necessità è un impegno che deve vedere uniti «tutti gli uomini di buona volontà». È il nuovo appello di Benedetto XVI che ieri, incontrando i presidenti delle commissioni episcopali per la famiglia e la vita dell’America Latina, è tornato a condannare l’aborto, la distruzione degli embrioni, il rischio di una scienza che «si converte in una minaccia per lo stesso essere umano» e la legalizzazione delle coppie di fatto.
«Voglio ringraziarvi in particolar modo – ha detto il Papa ai vescovi latinoamericani – per la vostra sollecitudine nel salvaguardare i valori fondamentali del matrimonio e della famiglia, minacciati dal fenomeno attuale della secolarizzazione che impedisce alla coscienza sociale di arrivare a scoprire adeguatamente l’identità e la missione dell’istituzione familiare, e ultimamente dalla pressione di leggi ingiuste che non riconoscono i diritti fondamentali della famiglia».
Benedetto XVI ha invitato i vescovi a presentare il matrimonio come un «patrimonio dell’umanità». «Oggi bisogna annunciare con rinnovato entusiasmo che il vangelo della famiglia – ha aggiunto Papa Ratzinger – è un cammino di realizzazione umana e spirituale, con la certezza che il Signore è sempre presente con la sua grazia. Questo annuncio è distorto da false concezioni del matrimonio e della famiglia che non rispettano il progetto originario di Dio. In questo senso, si è arrivati a proporre nuove forme di matrimonio, alcune di queste sconosciute nelle culture dei popoli». Un riferimento evidente alla legalizzazione delle unioni di fatto e omosessuali.
«Anche nell’ambito della vita – ha aggiunto il Papa – stanno nascendo nuove impostazioni che mettono a rischio questo diritto fondamentale. Come conseguenza si facilita l’eliminazione dell’embrione o il suo uso arbitrario sugli altari del progresso della scienza che, non riconoscendo i suoi limiti e non accettando tutti i principi morali che consentono di salvaguardare la dignità della persona, si converte in una minaccia per lo stesso essere umano, ridotto a oggetto o mero strumento. Quando si arriva a questi livelli – ha osservato Benedetto XVI – ne risente la stessa società e si scuotono i suoi fondamenti con tutti i rischi che ne conseguono.
«In America Latina, come in tutte le altre parti del mondo – ha detto ancora Papa Ratzinger – i bambini hanno il diritto di nascere e crescere nel seno di una famiglia fondata sul matrimonio, dove i genitori siano i primi educatori dei figli e questi possano raggiungere la loro piena maturità umana e spirituale».
Il Pontefice ha quindi ripetuto la sua condanna dell’aborto: «Davvero i figli sono la maggiore ricchezza e il bene più prezioso della famiglia – ha spiegato –. Per questo è necessario aiutare tutte le persone a prendere coscienza del male intrinseco rappresentato dal crimine dell’aborto che, nell’attentare alla vita umana al momento del suo inizio, è anche un’aggressione contro la stessa società». Per questo, secondo Ratzinger, i politici e i legislatori «come servitori del bene comune, hanno il dovere di difendere il diritto fondamentale alla vita, frutto dell’amore di Dio».
Sempre ieri mattina, nel corso di un’altra udienza, Benedetto XVI ha incontrato un gruppo di vescovi polacchi in visita ad limina. A loro ha detto che è «compito specifico del laicato la partecipazione alla vita pubblica e a quella politica» e che «la Chiesa non si identifica con nessun partito, con nessuna comunità politica né con un sistema politico». Ha infine ricordato che «i laici impegnati nella vita politica devono dare una coraggiosa e leggibile testimonianza dei valori cristiani, che vanno affermati e difesi nel caso essi siano minacciati. Lo faranno pubblicamente, sia nei dibattiti di carattere politico che nei mass media».
Quasi una fotografia di quanto sta accadendo nel nostro Paese, anche se in Italia più che i laici è la gerarchia ecclesiastica stessa a pronunciarsi e ad approfondire queste tematiche con interventi a cadenza sempre più ravvicinata.