Sconfessato il Tar di Catania La società si rivolge al Coni

«Il portoghese ha velocità, tecnica, dribbling, altruismo, fisico. Resterà in Inghilterra, a 22 anni non reggerebbe lo stress di Spagna o Italia»

da Roma

Da un Tar all’altro. Ieri a Roma davanti a quello del Lazio, oggi occhi puntati a quello di Catania. I giudici romani hanno accolto l’istanza della Figc, revocando il decreto con cui il Tar etneo aveva annullato le porte chiuse decise dalla giustizia sportiva. Per la terza sezione ter del Tribunale del Lazio il ricorso dei tifosi catanesi è stato erroneamente proposto dinanzi a un giudice di primo grado diverso da quello individuato, ovvero il Tar del Lazio, competente per le questioni riguardanti tesserati del Coni. Per i giudici, inoltre, non importa «la circostanza che a proporre il ricorso siano stati alcuni abbonati e non il Catania» perché per accertare la giurisdizione «occorre fare riferimento all’atto impugnato e all’autorità che lo ha adottato».
Grande delusione dei tifosi catanesi, una trentina dei quali si sono radunati davanti alla sede del Tar capitolino. Con loro il sindaco Scapagnini: «Un’ingiusta punizione subita da tutta la città per colpa di pochi». Oggi nuovo round al Tar di Catania. I giudici potranno valutare diversamente dai colleghi di Roma oppure stralciare parte della richiesta, mantenendo quella nell’interesse dei tifosi, o infine (ipotesi più probabile) confermare la sentenza di ieri. «Continueremo a seguire l’ordinamento sportivo, il nostro ricorso sarà valutato dalla Camera di conciliazione del Coni», dice il presidente del Catania Pulvirenti.
E in occasione della festa della Polizia, il prossimo 11 maggio, il presidente della Repubblica Napolitano consegnerà la medaglia d’oro al valor civile ai familiari dell’ispettore capo Filippo Raciti.