Sconfitta accettabile. Ma non troppo

Non abbiamo parlato troppo, prima. Abbiamo giocato troppo poco, dopo. Quando le chiacchiere stavano a zero e contava solo il campo. Quando fai un unico tiro in porta in 90 minuti, come puoi pensare di vincere una partita? Anzi, «la partita». Poi, si può anche recriminare su un calcio di rigore (che c’era) e su un arbitraggio spesso a senso unico (possibile che ad Amauri e Del Piero fischiassero tutti i falli e a Ibra e Adriano no?) ma significa grattare il fondo del barile. Lo score del match parla chiaro e ci inchioda all'evidenza: non abbiamo inciso per nulla. E davanti l'abbiamo vista una volta sola, e soltanto quando è entrato il Camo. Domanda ad Einstein/Ranieri: perché è entrato così tardi? Risposta al sottoscritto direttamente dall'interessato in sala stampa: «L'ho messo dentro quando ho ritenuto di metterlo». Pardon, che caratterino... Eppure, quell'unico colpo di testa di Del Piero degno di nota è nato proprio da un cross dell'oriundo. Vabbè, lasciamo perdere, altrimenti poi dicono che ricomincio la crociata contro il nostro allenatore. Però, dopo tutti i proclami fatti in settimana, speravo di vedere un'altra Juve e invece la delusione è stata tanta. Unico aspetto positivo: nonostante abbiamo combinato poco, la «fantastica Inter» esaltata dall’oracolo di Setubal ce ne ha fatto solo uno. Sconfitta accettabile. Però, presidente Cobolli, la prossima volta lasci perdere sogni e vaticini. A portarci male ci pensa già la Stefanova.