«La sconfitta della sinistra è una lezione per il governo»

Soddisfatta la Cdl, ma le critiche più dure arrivano dai perdenti: «Uno tsunami, ci hanno bocciato»

«Le città e le province amministrate dal centrodestra con un buon governo hanno dimostrato di essere punti di riferimento e modelli per gli elettori. Che hanno premiato la riduzione delle tasse, le politiche per la sicurezza e i maggiori servizi offerti. Una lezione che il governo dovrebbe imparare». Letizia Moratti ha appena incontrato, insieme ai vertici del Boureau international des expositions, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. S’è discusso di Expo 2015, ma all’uscita è inevitabile parlare di elezioni. «E Prodi - aggiunge il sindaco - non dimentichi che questo è anche un giudizio negativo sull’intenzione di rivedere la legge Bossi-Fini sull’immigrazione e di andare avanti con quella Turco-Ferrero sulla droga. Provvedimenti che alla gente evidentemente non piacciono».
Nel centrodestra si incassa la vittoria, a sinistra fioccano amarissimi mea culpa. Troppo divisi, poco attente alla gente le politiche del governo, sbagliato inseguire i moderati al centro. Le critiche più dure arrivano proprio da chi ha perso. E, per una volta, gli sconfitti non riescono a trovare nemmeno lo straccio di un’attenuante. «Dopo lo tsunami bisogna ricostruire. Prodi sappia fare autocritica e mantenga le promesse fatte, in campagna elettorale ho visto quanto il popolo del centrosinistra fosse deluso dal governo», ci va giù pesante con i suoi il capogruppo dei Verdi in Regione, Carlo Monguzzi. Tutt’altro clima sull’altra sponda. «Netta la vittoria della Cdl a livello nazionale - commenta il governatore Roberto Formigoni -. Ma nel Nord i risultati parlano di un risultato assolutamente travolgente e in Lombardia il dato a nostro favore si rafforza ancora. Per il governo è una sconfitta indiscutibile». E adesso? «Il centrodestra sia pronto ad accogliere eventuali naufraghi». Per la coordinatrice lombarda di Fi Mariastella Gelmini «se si presenta unito il centrodestra stravince». Anche «grazie al grande impegno pre elettorale di Silvio Berlusconi («ha garantito per i candidati e gli elettori ci hanno premiato»). Di «grande sofferenza della sinistra», parla il colonnello di An Ignazio La Russa. «Siamo riusciti a prendere anche due città importanti governate dal centrosinistra come Verona e Monza - commenta soddisfatto - Spallata al governo? Prodi mi sembra così in bilico che non ha bisogno di spallate, per farlo precipitare può bastare anche una piuma». Di «Lega in grande ripresa e nuovamente partito del Nord», parla l’assessore Davide Boni. «Dove c’è la Lega c’è la garanzia della vittoria - gli fa eco il capogruppo del Carroccio a Montecitorio Roberto Maroni - Un voto che ripropone la questione settentrionale». Tornando alla sinistra, è tutto un flagellarsi. «Una sconfitta dell’Unione - tuona l’onorevole Augusto Rocchi di Rifondazione comunista - E l’astensione è aumentata proprio nei quartieri popolari. Pensavano che con Prodi al governo gli avrebbero cambiato la vita. E, invece, non è stato così. E loro non sono andati a votare». Un «risultato disastroso», commenta il capogruppo dello Sdi in Regione Roberto Caputo. «Molti nostri elettori non sono andati alle urne e hanno così punito un centrosinistra poco riconoscibile e lontano dai problemi dei cittadini, come sicurezza, legalità e immigrazione che la sinistra ha sempre trascurato. Anche il Partito Democratico non è stato convincente. Un giudizio durissimo sul governo».