Gli scongiuri di Reja: «Senza coppe noi tutti sani»

Roma Glissa sul rinnovo del contratto («in genere quando se ne parla, le cose poi mi girano male, aspettiamo la fine della stagione, dopo aver ottenuto risultati e obiettivi prefissati»), conferma la grande sintonia con il presidente Lotito («lui vorrebbe rinforzare la squadra a gennaio, anche se non è facile trovare giocatori più bravi di quelli che abbiamo») e insiste su una Lazio da prime posizioni.
Edy Reja vuole riprendere a Parma il bel cammino esterno dei biancocelesti interrotto a Cesena dopo il filotto di quattro vittorie ottenuto lontano dall’Olimpico. E resta concentrato sul presente, che è il secondo posto in classifica dietro il Milan. «Mancano ancora tante partite per stabilire se siamo da vertice, certo noi vogliamo restare vicino alla vetta e c’è la convinzione di poterlo fare fino in fondo», così il condottiero laziale. Dopo la trasferta di Parma i biancocelesti ospiteranno il Catania. Poi, doppio banco di prova con l’Inter all’Olimpico (venerdì 3 dicembre) e la Juventus a Torino.
Oggi al Tardini - dove ventisette giornate fa Reja iniziò la sua avventura laziale - conferma per Zarate, che il 14 febbraio della passata stagione firmò con Stendardo il 2-0 che diede il via alla galoppata culminata nella salvezza. Sarà schierato nel ruolo di punta centrale, mossa decisiva con il Napoli, mentre dovrebbe riposare Ledesma (reduce dall’esordio con la Nazionale di Prandelli) finora sempre impiegato. Al suo posto Matuzalem. Recuperati invece gli acciaccati Mauri, Dias e Radu. «Toccando ferro, non abbiamo ancora avuto giocatori con problemi muscolari importanti a differenza di altre. Non disputare le Coppe, da questo punto di vista è un vantaggio, ma devo fare i complimenti al mio gruppo di lavoro».