Sconosciuti i disabili di Palazzo San Giorgio

Armando e Thierry Nano accusati con altri di associazione a delinquere

Vito de Ceglia

Chiede informazioni, precise e dettagliate, dall’Authority. Non risposte generiche. Chi e quanti disabili sono stati assunti dal 2000 ad oggi da Palazzo San Giorgio e dalle 35 società collegate all’ente? È questo l’interrogativo che Aldo Praticò, presidente dell’associazione Fand e consigliere comunale di An, gira al segretario generale Sandro Carena. «La richiesta - spiega Praticò - l’abbiamo inviata diversi mesi fa. Ma fino ad oggi abbiamo ottenuto solo delle informazioni generiche. Ma sono sicuro che ci sono delle irregolarità».
Il presidente della Fand, associazione che raccoglie cinque categorie di disabili (invalidi di guerra, civili, di lavoro, ciechi e sordomuti) e che ha al suo attivo 70mila iscritti in tutta la Liguria, prende spunto dalle critiche sollevate sabato scorso dalla Fit Cisl per rincarare la dose nei confronti della vecchia gestione dell’Authority, Gallanti-Carena. Praticò ribadisce: «Per effetto della legge 68/99 l’Authority o qualsiasi altro ente pubblico deve, nel rispetto della privacy, fornire a chi è delegato a richiederlo i nominativi e il numero dei lavori dipendenti appartenente alle “categorie protette”, nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori disabili».
Praticò, inoltre, fa presente che, nel caso in cui l’Authority e le 35 società collegate all’ente non avessero ottemperato compiutamente a quanto disposto dalla legge 68/99, «ci sarebbe una multa da pagare pari a 25mila lire al giorno». La norma, fa notare il presidente della Fand, riguarda le aziende sopra i 15 dipendenti.
La denuncia, come conto, è partita dalla Fit Cisl che, attraverso una lettera ufficiale datata 4 febbraio 2005, richiedeva al segretario generale Carena di fare chiarezza sulle assunzioni delle cosiddette «categorie protette», ottenendo, per contro, venti giorni dopo una risposta insoddisfacente. «…L’ente - è stata la replica di Carena - ottempera compiutamente a quanto disposto dalla legge in oggetto, in particolare mediante la puntuale denuncia annuale dell’Ente Provincia che è il soggetto istituzionalmente preposto in materia. In particolare, occorre sottolineare che, sulla base del dettato normativo, la denuncia annuale vale anche in qualità d’istanza, nel caso ne ricorrano le condizioni, per l’attivazione delle procedure finalizzate al collocamento obbligatorio».
Una risposta formale che, però, non spiegava chi e quanti lavoratori «protetti» sono stati assunti negli anni scorsi. Da qui l’accusa della Fit Cisl e dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di Genova.