Gli sconsiderati tifosi del partito del raddoppio

Il termine «martingala» indica la scommessa su più eventi ma anche il sistema più antico del mondo per rovinarsi con il gioco: il raddoppio. I peggiori libri su roulette e blackjack sono pieni di statistiche e permanenze dei casinò più assurdi, che suggeriscono la possibilità di battere il banco raddoppiando la puntata dopo ogni colpo perso e lasciando il tavolo dopo ogni colpo vinto. Esempio: 100 euro sul nero, se esce nero si saluta il croupier mentre se esce rosso se ne puntano 200 sul nero. Se il nero esce si intascano i 100 netti di vincita, in caso contrario si puntano 400 sul nero al terzo colpo. E così via, limitati solo dal tetto alle puntate, che non esiste per combattere i sistemisti (chi si rovina è comunque più profittevole del gruppo di vincenti la cosiddetta «unità») ma per limitare i danni arrecati da quelli che sanno il risultato in anticipo. Nella realtà delle scommesse sportive questa strategia suicida è usata anche da molti semiprofessionisti, che spiegano la scelta con il fatto che l’evento dato quasi alla pari (mettiamo una vittoria con scarto offerta a 1,90) non è «senza memoria» e senza prevedibilità come la pallina della roulette, ma ha una sua spiegazione sportiva. In altre parole: un esperto di calcio pensa di non poter sbagliare tanti pronostici di fila e quindi di non andare verso un’esposizione gigantesca: usando l’unità dell’esempio precedente, con quattro colpi sbagliati si sarebbe «sotto» di 1500 euro.
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