Scontato il sì di Seedorf, quello di Cassano al Milan non è ancora definitivo

Il procuratore del barese Bozzo è uscito dal colloquio con Galliani con una dichiarazione di buonissimi intenti: restare fino al termine del contratto. Ma il mal di pancia di Antonio non è ancora finito e se dovesse insistere il trasferimento a Firenze è ancora possibile

Tutto come previsto o quasi. Nel senso che la firma di Clarence Seedorf era scontata. Lui si è ritagliato un finale da protagonista, non poteva passare come i rinnovi anonimi di Ambrosini e Inzaghi. Lui è Seedorf, il professore come lo ha battezzato il presidente Silvio Berlusconi, e c'è stato bisogno di una seconda riunione per mettere a punto i dettagli dell'operazione. Di sicuro Allegri non ha ceduto di un centimetro rispetto al preteso trattamento speciale rivendicato dall'olandese. Nemmeno Van Basten lo chiese, vale ricordarlo ogni tanto.
Tutto previsto anche l'esito del colloquio tra il vice-presidente del Milan e il procuratore di Cassano? L'apparenza in questo caso inganna. Nel senso che le dichiarazioni riferiscono di intesa piena e totale. Nemmeno una nuvola sul cielo dello scudetto rossonero. «Siamo intenzionati a rispettare il contratto fino alla sua scadenza» la dichiarazione dell'agente. Mentre Antonio ha promesso di restare in silenzio a Coverciano e di aspettare il rientro dal doppio impegno azzurro per affrontare la questione. Galliani ha fatto presente a Bozzo: guardi che con Pato ferito alla spalla e Robinho impegnato nella coppa America, Cassano giocherà sia in campionato che in Champions. Poteva essere un argomento decisivo. E invece è evidente che il pibe di Bari ha maturato un altro convincimento: meglio il primo della classe in provincia che uno dei tanti nella metropoli. Perciò l'argomento sarà riaperto a tempo debiuto. A condizione che il Milan trovi un sostituto degno del talento di Cassano. Il quale si trasferirebbe volentieri a Firenze (da scartare lo scambio con Mutu) in cambio di un prolungamento del contratto per un anno e di un ritocco al ribasso dello stipendio.
Bozzo ha ricucito lo strappo. Ma a furia di rammendare poi il vestito diventa impresentabile. L'unico accordo preso tra le parti è il seguente: se mai ci saranno cambiamenti dovranno intervenire prima del 12 luglio, giorno del raduno del Milan.