Sconti agli artigiani, spunta un piano B

Giunta divisa sugli abbonamenti per chi lavora: le ipotesi di agevolazioni o prezzi differenziati

La giunta Pisapia stretta tra due fuochi. Lunedì le linee programmatiche sul nuovo super Ecopass andranno in giunta, mentre venerdì toccherà alla delibera vera e propria, mentre resta ancora un nodo da sciogliere, quello dell’eventuale differenziazione delle tariffe. Da una parte compatte le sigle del mondo produttivo che chiedono esplicitamente una tariffa di ingresso dimezzata sotto forma di abbonamenti (100 ingressi a 250 euro l’anno); dall’altra, il vigile Comitato promotore dei referendum ambientali, spalleggiato dagli ecologisti, che preme perché venga rispettata la volontà di chi ha votato.
Nella morsa degli interessi contrapposti la giunta, che scricchiola. L’assessore al Commercio Franco D’Alfonso ieri mattina ha dato il suo via libera agli abbonamenti scontati per i commercianti, mentre il collega alla Mobilità Pierfrancesco Maran si è detto apertamente contrario: le tariffe saranno uguali per tutti, con agevolazioni per i commercianti, ma niente abbonamenti. Ufficialmente la differenza si coglie nel nominalismo: «Tariffe differenziate» o «trattamento differenziato» per il traffico di servizio. L’ambiguità serve agli arancioni per prendere tempo e decidere la linea: il vertice di maggioranza di mercoledì sera si è fermato a un bivio: tariffe uguali per tutti (5 euro) ma grandi agevolazioni per la sosta di commercianti e artigiani, oltre alla riforma del carico scarico con il raddoppio delle piazzole dedicate, la creazione di un sistema di controllo e gestione elettronica degli stalli e di piattaforme logistiche fuori dalla Cerchia. Oppure deroghe ad hoc per artigiani e commercianti, o meglio per il traffico di servizio, cioè per chi è costretto a entrare in centro con l’auto per lavoro. In questo caso artigiani e commercianti - non nel senso dei negozianti, attenzione, ma di furgoni e furgoncini per consegne e rifornimenti di bar, ristoranti e negozi per esempio - potrebbero avere un ingresso scontato, a patto che dimostrino l’effettivo servizio. Le categorie dovrebbero fornire di giorno in giorno il numero dei veicoli e le targhe rispettive dei mezzi che dovranno accedere all’area Ecopass, poi sarà cura dell’idraulico o del muratore di turno, diciamo, fornire la fattura dell’avvenuto lavoro all’amministrazione.
Il discorso è sulla falsa riga di quanto avverrà per i turnisti, come chiesto dalla capogruppo del Pd, Carmela Rozza al vertice di maggioranza: «Consentire convenzioni dirette con gli enti». In questo modo non saranno puniti i lavoratori costretti a entrare in centro in auto perché lavorano di sera o il mattino quando non ci sono i mezzi, e si tutelerà l’amministrazione dalla richiesta «selvaggia» di deroghe. Turnisti, medici, infermieri ospedalieri, polizia, vigili e carabinieri godranno di ingressi agevolati grazie alle convenzioni, appunto, che saranno stipulate tra Palazzo Marino e i singoli enti del centro, secondo la logica della deroga ad hoc, per il singolo lavoratore in quel particolare giorno. Abile escamotage per non penalizzare eccessivamente i lavoratori e impedire di conteggiare, alla fine, quanti saranno i portatori sani di privilegi.