«Sconti-barzelletta, vive fuori dalla realtà»

da Milano

«Lavoro da dieci anni esatti, ne ho appena compiuti trentuno e sono stato molto, molto fortunato. Ma se il ministro Padoa-Schioppa pensa davvero che con questi irrisori sgravi fiscali i trentenni possano finalmente andare a vivere fuori casa e costruirsi una famiglia, beh, siamo proprio alle barzellette...».
Rodolfo D’Accardi è un giovane abituato a lavorare, a lavorare molto. Collabora con case editrici, lavora come autore di copioni teatrali. E soprattutto vive per conto suo da due anni.
Che cosa pensa delle parole del ministro sui «bamboccioni» che ora possono lasciare i genitori?
«Se gli sgravi fiscali sull’affitto, come lei mi dice, arrivano al massimo a 900 euro in tre anni, cioè a trecento euro all’anno, beh, mi viene proprio da ridere...».
Perché?
«Io ho cominciato a lavorare dieci anni fa. Prima avevo un contratto a tempo indeterminato poi l’editore è andato in crisi e così ho dovuto aprire la partita Iva e campare di collaborazioni».
Quanto guadagna al mese?
«Millecinquecento euro. Ma con la partita Iva praticamente la metà se ne vanno in tasse».
E dove vive?
«Da due anni vivo da solo, non più a casa con i miei».
Quanto paga di affitto?
«Non pago nulla...».
Come mai?
«Perché il monolocale dove vivo è di mio padre, che me l’ha messo a disposizione».
Posso chiederle quanto pagherebbe d’affitto se la casa non fosse della sua famiglia?
«Non meno di settecento euro. Il che significa, a conti fatti, che tutti i soldi che guadagno dovrei metterli per pagare l’affitto. E per mangiare o comprarmi un paio di scarpe, che cosa dovrei usare, i buoni del supermercato?».
Però ora arriveranno gli sgravi sull’affitto...
«Ecco, le parole del ministro sono l’ennesimo indizio della lontananza di una certa nostra classe politica dalla vita reale del Paese. Ma il ministro conosce il costo effettivo della vita in una grande città come Milano? Lo sa che con gli affitti che ci sono è ben difficile per un giovane al suo primo lavoro potersi permettere una casa, anche piccolissima?».
Ammetterà che comunque la misura è positiva.
«Certamente che lo è, ci mancherebbe. Ogni sgravio fiscale in materia di affitti è positivo. Ma ci vuole coraggio a dire che grazie a 300 euro all’anno molti “bamboccioni”, come simpaticamente li chiama il ministro, potranno lasciare i genitori per andare finalmente ad abitare da soli o per mettere su famiglia. Affermarlo significa aver perso ogni contatto con la realtà concreta, con la vita dei cittadini».
Posso chiederle allora quale suggerimento darebbe, in base alla sua esperienza, al ministro Padoa-Schioppa?
«Per me sarebbe molto più positivo, ad esempio, agevolare fiscalmente i giovani che aprono per la prima volta una partita Iva e che invece devono pagare le stesse tasse di un imprenditore avviato. Mentre per quanto riguarda la casa, beh, ci vuole ben altro che un contentino come quello previsto nella Finanziaria. Facciano pure, ma per favore non ci prendano in giro dicendo che così un giovane può mettere su famiglia».