Con gli sconti c’è chi spera nella semilibertà

Jucker e Cosco dovrebbero godere del beneficio nel 2008 e nel 2012

Enrico Silvestri

Aritmetica dell’indulto. Applicando gli sconti di pena approvati dal Parlamento, la maga Giuseppina Auriemma - implicata nell’assassinio Gucci - e Salvatore Marasco - palo della banda di via Padova, responsabile di due omicidi - rientrano già da subito nei termini per la concessione della semilibertà. Altri detenuti come Ruggero Jucker o Vito Cosco, invece, dovranno attendere almeno fino al 2012. I condannati per omicidio, dopo aver scontato due terzi della pena, possono chiedere di uscire dal carcere al mattino e rientrare la sera. Per fare il calcolo esatto, però, va tenuto conto che l’anno carcerario non è di 12 mesi, bensì di 9. Ogni semestre, infatti, può prevedere uno sconto di 45 giorni per buona condotta.
Delitto Gucci. Il 27 marzo 1995 Maurizio Gucci, erede della prestigiosa casa di moda, viene ucciso in via Palestro. Per quell’omicidio, il 31 gennaio di due anni dopo sono arrestate, tra gli altri, Patrizia Reggiani - l’ex moglie - e la maga Giuseppina Auriemma, che reclutò i killer. La Reggiani è condannata a 26 anni di reclusione (ora ridotti a 23), l’Auriemma a 19 e sei mesi (che diventano 16 e mezzo). La Reggiani, quindi, potrebbe chiedere la semilibertà a partire dalla fine del 2008, mentre per l’Auriemma i termini sono già maturati da fine 2005.
La banda di via Padova. È composta da Santo Romeo, Luciano Carmeli, Mirko Turrini, David Moneypenny, Salvatore Marasco e Federico Federici. Nel 1999, nel corso di due rapine, la banda uccide il tabaccaio Ottavio Capalbo, e l’orefice Ezio Bartocci. Romeo, condannato all’ergastolo, non può usufruire dell’indulto. Carmeli è morto. Marasco, condannato a 16 anni e 8 mesi (ora 13 e 8) può già chiedere la semilibertà. A fine anno potrà uscire Turrini, condannato a 17 anni e sei mesi (che diventano 14 e mezzo). Il prossimo anno toccherà a Federici (19 anni ridotti a 16), nel 2012 Moneypenny (da 30 a 27 anni).
Caso Jucker. Ruggero Jucker viene arrestato nel luglio del 2002 per l’omicidio della fidanzata Alenya Bortolotto. Patteggia una pena di 16 anni, che in virtù dell’indulto diventano 13. Potrebbe godere della semilibertà a fine 2008.
La strage di Rozzano. Nell’agosto 2003 Vito Cosco regola a colpi di pistola un conto aperto con due pregiudicati. Nella sparatoria, però, muoiono anche un pensionato e una bambina di due anni e mezzo. Gli vengono inflitti 20 anni di reclusione, che scendono ora a 17. Potrebbe uscire dal carcere nel 2012.