Gli sconti sui medicinali e le difficoltà di noi farmacisti

Mi riferisco all’intervento del lettore Borsellino pubblicato il 16 gennaio. Anche noi farmacisti condividiamo il suo disappunto sulla diversità di prezzo per uno stesso medicinale nei Paesi dell’UE. Il prezzo, però, non è stabilito dal farmacista, ma dalla ditta produttrice. La legge 149/2005 che ha introdotto gli sconti, peraltro non obbligatori, da parte dei farmacisti, dovrebbe essere solo una misura tampone al fine di venire incontro ai cittadini in tempi brevi. I farmacisti infatti auspicano una soluzione strutturale del problema, ma com’è facile capire un tale procedimento richiederebbe tempi lunghi per la sua realizzazione. In merito ai mancati sconti di cui si lamenta il lettore, egli probabilmente acquista i farmaci da banco in una delle tante farmacie che attendono da mesi i pagamenti arretrati delle Asl e che, per pagare i fornitori, debbono richiedere prestiti alle banche. Mi sembra chiaro che in queste condizioni sia difficile applicare sconti fino al 20% come indicato nella legge. Purtroppo questa è la realtà di molte farmacie della Sicilia e di molte altre in alcune regioni del centro-sud. Per quanto riguarda i dati inerenti agli sconti effettivamente praticati dalle farmacie, e che Federfarma invierà al ministero, in tutte le farmacie italiane sono esposti cartelli indicanti la percentuale di sconto effettuata su Sop e Otc. Il cliente è così informato già prima dell’acquisto, inoltre lo sconto è verificabile, perché evidenziato come bonifico con il segno negativo davanti alla cifra, sullo scontrino fiscale rilasciatogli.