Lo sconto di pena è di 3 anni: benefici anche per Tanzi e Jucker

da Milano

Ora sono in molti a fare di conto. Mentre a Roma l’indulto prendeva voti da destra e sinistra, amministrazioni penitenziarie, magistrati e politici calcolavano per quante persone si sarebbero aperte le porte della galera. L’ex direttore del carcere milanese di San Vittore azzarda: «In tutta la Lombardia ne potrebbero uscire 3mila». Dalla Procura di Torino si afferma: «Da noi saranno un migliaio ad essere scarcerati». Dalla Sicilia si rende noto che «verranno liberate tra le 1.500 e le 2mila persone. Di cui 500 solo a Palermo». Parole dell’amministrazione penitenziaria. Lazio: su 5.300 detenuti ne usciranno 1.200. Soltanto a Roma 800, su una popolazione carceraria di 3.500 unità. E l’ex pm del pool di Milano Gerardo D’Ambrosio, ora senatore dell’Ulivo, spiega il suo «no» con cifre precise: «Solo a Milano per rapina a mano armata usciranno 358 condannati. Una cosa gravissima». Il numero esatto ancora non c’è ma si stima che a beneficiare della scarcerazione siano poco meno di 13mila detenuti. Liberi subito, 12mila persone, altri 7mila circa entro fine anno. I sostenitori dell’indulto ragionano: «Nelle 200 carceri italiane sono rinchiusi in 61.392. La capienza sarebbe di 42.959. Quindi, 18.433 sono in eccesso». Ma chi esulta, tra i diretti interessati, per il via libera al provvedimento? Quasi tutti. La legge, atto di clemenza che condona la pena in tutto o in parte senza estinguere il reato, è un bello sconto ai delinquenti. Il provvedimento si applica ai reati commessi a tutto il 2 maggio 2006 e prevede una riduzione di 3 anni per le pene detentive, nonché una diminuzione fino a 10mila euro per le pene pecuniarie. E la riduzione sarà valida pure per i recidivi. Lo sconto riguarda anche chi ha commesso reati gravi quale l’omicidio volontario, l’estorsione, la ricettazione, il furto, la rapina, la truffa, lo spaccio di stupefacenti. E ancora: reati finanziari, fiscali e contro la Pubblica amministrazione. Non si applica, invece, a reati come il terrorismo, l’associazione sovversiva, la strage, la banda armata. E ancora: mafia, schiavitù, prostituzione minorile, pedo-pornografia, violenza sessuale, tratta degli schiavi, sequestro, usura. Inoltre, il beneficio dell’indulto si perde se chi ne ha usufruito commette nuovi reati entro cinque anni dall’entrata in vigore della legge.
Applicata la fredda casistica a volti noti, la polemica politica è assicurata. I media hanno già fanno sapere che gli sconti di pena riguarderanno detenuti «eccellenti». I benefici riguarderanno anche Erika De Nardo, la ragazzina di Novi Ligure che nel 2001 massacrò mamma e fratellino; Ruggero Jucker, che a Milano trucidò la fidanzata Alenya; Calisto Tanzi, ex numero uno della Parmalat, responsabile del crack della sua azienda; Pietro Maso, che nel 1991 uccise i genitori; e di tanti altri delinquenti illustri. Anche se il Guardasigilli promette: «Ve lo assicuro, dei serial killer non uscirà nessuno...». Non subito, ma prima.