Sconto di Storace nelle farmacie di Albenga

Albenga, da quando è stato eletto sindaco Antonello Tabbò, è diventata una città pignola, anzi più solerte che mai. Albenga infatti è il primo Comune in Liguria a recepire il decreto legge del 27 maggio scorso, alias «Decreto Storace», che impone il venti per cento di sconto sui farmaci di automedicazione e quelli vendibili senza ricetta del medico, cioè quelli di fascia C.
Se il lato positivo della sua sollecitudine ad ottemperare ad obblighi, leggi ed ordinanze può essere accolto con grande piacere dai cittadini, suscita qualche interrogativo da parte invece di tutti gli altri, a partire dal Codacons, l’associazione che si batte per i più disparati diritti dei consumatori in tutte le occasioni possibili, dal fumo passivo ai topi della foce del Bisagno alla privacy delle bollette telefoniche al vino radioattivo dalla Russia.
Da domani quindi per ordine di Tabbò le tre farmacie comunali metteranno in pratica i nuovi prezzi e il vice sindaco con orgoglio afferma che la decisione presa è un «dovere civico cui non si poteva non attendere, dimostrazione del rispetto nei confronti dei cittadini, soprattutto in un momento economicamente così delicato». Insomma un vero e proprio «dovere morale», uno schiaffo alla teoria della public choice visto che per una volta un Comune si comporta da padre benevolente. Dall’altra parte però sorge spontaneo il quesito, e soggetto particolarmente dubbioso è il Codacons, su come mai Albenga sì, e gli altri no: Acu, Assoutenti, la cittadinanza, Mdc, il movimento consumatori e l’Unc chiedono ai sindaci proprietari di farmacie comunali di applicare il «decreto Storace», già a partire da domani.
In realtà le particolarità di Albenga non finiscono qui: Tabbò è un vero e proprio paladino della cittadinanza, anzi quasi la voce della sua coscienza, poichè «alla luce della scarsissima adesione» all’ordinanza che obbliga tutti i cittadini a derattizzare qualunque tipo di immobile possiedano la sollecita ad adempiere il suo dovere, come già il commissario prefettizio Narcisa Brassesco aveva deciso. Insomma guerra dichiarata ai topi da tutti i fronti: non bastava il Codacons, ora anche Antonello Tabbò.