Scontri in Bielorussia Plebiscito a Lukashenko "Opposizione di banditi"

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Alexander Lukashenko è stato rieletto al primo turno con il 79,67%. Nella notte si scatenano le proteste e l'opposizione accusa brogli. Il presidente replica: &quot;In Bielorussia non ci saranno né una rivoluzione né criminalità&quot;
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Minsk - Il presidente uscente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, è stato rieletto al primo turno con il 79,67% delle preferenze: un "plebiscito". Più di cinque milioni di persone hanno votato a favore del capo di Stato uscente, un'affluenza alle urne pari al 90,66% degli aventi diritto.

Proteste La sua rielezione è stata accompagnata da polemiche, rivolte e manifestazioni di piazza. Sette candidati alle presidenziali sono stati arrestati nella notte, assieme ad altre decine di persone. Il tutto dopo una manifestazione dell’opposizione contro la rielezione di Lukashenko, accusato di brogli. Andrei Sannikov, Nikolai Statkevitch, Rygor Kastussev e Vitali Rymachevskii sono stati fermati dagli agenti, hanno dichiarato i loro rispettivi portavoce. Un altro oppositore, Vladimir Nekliaev, che aveva subìto percosse durante la manifestazione, sarebbe stato prelevato dalla polizia mentre si trovava in ospedale. Una giornalista dell’Afp è stata fermata nella notte a Minsk dalle forze dell’ordine, dove, dopo le manifestazioni seguite alla consultazione, sono stati fermati anche quattro candidati alla presidenza della Bielorussia.

"L'ultimo dittatore" Lukashenko guida in maniera autoritaria con pugno di ferro il suo paese da 16 anni, sempre ondivago tra la vicina Russia, suo alleato tradizionale, e l’Occidente. George W. Bush lo definì l'"ultimo dittatore d’Europa". In Bielorussia Lukashenko è ancora amato dai molti che apprezzano la conservazione dell’eredità sovietica con un’economia pianificata e una relativa protezione sociale. In Occidente Lukashenko è considerato da molti osservatori e difensori dei diritti umani come un governante paternalista e autoritario.

Critiche dagli Usa A seconda del momento, Lukashenko se la prende con l’Unione europea, accusata a fine novembre di mettere il suo paese "sotto una pressione incessante", o con la Russia, indispensabile fornitore di gas e petrolio, che accusa di finanziare l’opposizione. Gli Stati Uniti hanno espresso "particolare preoccupazione per l’aggressione dei candidati dell’opposizione e dei giornalisti", ha denunciato un comunicato diffuso dall’ambasciata americana a Minsk.

Centinaia di arresti Il ministero dell'Interno bielorusso ha compiuto, sino ad ora, 639 arresti durante le proteste dell'opposizione.

Carcere per i fermati La polizia conferma anche che vi sono svariati feriti, precisando che tra questi figurano anche agenti delle forze dell'ordine. Domenica sera i manifestanti hanno tentato di lanciare un assalto contro la sede del governo, fracassando porte e finestre. Le unità in assetto anti-sommossa sono intervenute con manganelli e granate assordanti, colpendo chi si ritrovava a tiro e trascinando via chi non si dava alla fuga. Il ministro dell'Interno Anatoly Kuleshov ha dichiarato che i manifestanti arrestati saranno processati per "disordini di massa", reato che prevede sino a 15 anni di carcere.

Lukashenko: "E' banditismo" Il presidente ha definito le manifestazioni dell'opposizione "banditismo", aggiungendo che negli scontri di piazza della scorsa notte la polizia è riuscita a tenere testa a "barbarie e alla distruzione" e che in Bielorussia "non ci saranno né una rivoluzione né criminalità".