Scontri, chiesti 6 anni per Caruso

Un «gruppo sovversivo che mirava a veicolare un messaggio di violenza». Per il pm Domenico Fiordalisi la «Rete meridionale del sud ribelle» sarebbe stata «un’organizzazione con finalità eversive» che avrebbe organizzato gli incidenti accaduti nel 2001 durante il Global Forum di Napoli ed il G8 di Genova. È su questo presupposto che il pm ha chiesto la condanna dei 13 militanti no global imputati nel processo in corso a Cosenza. Le condanne più alte - sei anni di reclusione - il pm le ha chieste per Francesco Caruso, oggi deputato di Rifondazione comunista; Luca Casarini, leader delle «tute bianche» e Francesco Cirillo. Per Caruso, Casarini e Cirillo Fiordalisi ha chiesto anche tre anni di libertà vigilata. «Gli ultimi imputati accusati di cospirazione politica - ha detto Caruso - sono Sandro Pertini o prima ancora Giuseppe Mazzini: per questo sono onorato delle accuse».