Scontri e feriti alla «controparata»

Doveva essere una manifestazione pacifica, un corteo contro la guerra e a favore degli immigrati tra Porta San Paolo e Campo de’ Fiori. Ma la «controparata» organizzata per il 2 giugno da no global, Disobbedienti, Cobas e altre sigle pacifiste si è interrotta a Testaccio per il rifiuto di ritirare uno striscione ritenuto offensivo nei confronti del ministro dell’Interno, concludendosi poi con un bilancio di sei feriti, equamente distribuiti tra forze dell’ordine e manifestanti, dopo che un tentativo di forzare il cordone dei carabinieri in coda al corteo è sfociato in tafferugli. Da sinistra, i parlamentari Russo Spena (Prc) e Cento (Verdi) parlano di «atto di repressione» e di assalto al corteo, ma la questura smentisce categoricamente che sia stato dato ordine di caricare i manifestanti, e si dice pronta a mostrare le immagini registrate degli scontri. Duri i commenti della Cdl, solidale con le forze dell’ordine aggredite.