Scontri, Gasparri: "Arresti preventivi" E la sinistra lo assale: "E un fascista"

Il presidente dei senatori Pdl propone di impedire ai violenti dei
centri sociali di tornare in strada dopodomani. Da Pd, Idv e Sel parte
il coro degli insulti

Roma - Un nuovo 7 aprile per decapitare la cabina di regia degli scontri e delle devastazioni. Lo chiede Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, evocando quel giorno di primavera del 1979 (ma lui per un lapsus parla del 1978) in cui 22 esponenti di spicco di Autonomia Operaia, tra i quali l’ideologo Toni Negri, vennero arrestati su mandato del procuratore di Padova Pietro Calogero, convinto della saldatura tra autonomi e brigatisti. Insomma, una retata «preventiva», quella invocata da Gasparri, che scandalizza la sinistra e infuoca ancora di più l’atmosfera dei giorni che precedono l’approvazione del decreto Gelmini, nei quali Roma rischia di essere messa nuovamente a ferro e fuoco, come raccontiamo in queste stesse pagine.

Proprio questa prospettiva arma le parole di Gasparri: «Qui serve una vasta e decisa azione preventiva. Si sa chi c’è dietro la violenza scoppiata a Roma. Tutti i centri sociali i cui nomi sono ben noti città per città. La sinistra, per coprire i violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere all’Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza. Chi protesta in modo pacifico e democratico va diviso dai vasti gruppi di violenti criminali che costellano l’area della sinistra. Solo un deciso intervento può difendere l’Italia».

Apriti cielo. A sinistra in molti aprono il capace cassetto degli insulti politici e ne tirano fuori lo stesso stantio articolo: la parola «fascista». Sentite Anna Finocchiaro, capogruppo Pd in Senato: «Parole pericolose. Se Gasparri conosce nomi e cognomi li faccia. Sennò lasci lavorare e rispetti le autorità competenti senza avvelenare il clima con dichiarazioni provocatorie e parafasciste». Sentite Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi: «Gasparri fascista era e fascista è rimasto». Sentite Andrea Orlando, responsabile giustizia del Pd: «Noi riteniamo che la polizia e la magistratura abbiano gli strumenti e le professionalità per fronteggiare i pericolosi fenomeni di violenza, che la politica e le forze sociali devono saper isolare senza mettere in campo rigurgiti di stampo fascista». Trovate uno spazietto anche per Leoluca Orlando, portavoce dell’Idv: «Gasparri forse si è distratto e crede di vivere ancora nel Ventennio. Durante il fascismo, infatti, si mettevano le persone in galera arbitrariamente e preventivamente». Un po’ di pazienza, ecco anche Felice Belisario, presidente dei senatori dell’Idv, che attenua comicamente la sua affermazione: «Trovo un po’ fascista ipotizzare un nuovo 7 aprile per il movimento studentesco».

E poteva mancare il contributo di Nichi Vendola? Giammai: «Con la consueta finezza argomentativa, Gasparri propone una riesumazione. Penso che l’arresto preventivo sia un annuncio di fascismo». E in serata si unisce al coro anche Roberto Saviano: «Le ricette del governo contro i manifestanti sono follie autoritarie». Una simile varietà di argomentazioni non ammutolisce Gasparri, che anzi risponde colpo su colpo. «Difficile prendere lezioni dalla Finocchiaro che, sbagliando gravemente, aveva parlato di infiltrati nella manifestazione che ha sconvolto Roma. Le forze dell’ordine attendono ancora le sue scuse. Fa sempre in tempo a dire di aver sbagliato a pronunciare parole assurde. Quanto a Vendola è solito dire sciocchezze per protagonismo e difende i violenti per le sue contiguità e la sua storia politica». Per il governatore della Puglia è anche in vista la visita di un ufficiale giudiziario: «Vendola sarà denunciato.

Le sue sono farneticazioni», dice Gasparri riferendosi al passaggio nel quale l’esponente di Sel afferma che «Gasparri, quando aveva l’età di questi giovani, aveva attitudine alla violenza teppistica». Il presidente dei senatori Pdl risponde anche a Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, che aveva definito «assurda» la sua proposta: «Nel nostro sistema costituzionale l’arresto può essere legato solo alla già avvenuta commissione di un reato e quindi può essere un arresto preventivo al giudizio, ma non certo alla commissione del reato», le parole di Onida. «È ovvio - replica Gasparri - che io mi riferisco a coloro che hanno comportamenti tali da violare le leggi penali».