Scontri a Genova, fermati altri 19 ultras serbi La replica di Maroni: "Le critiche? Ci rido sopra"

Mentre cresce <strong><a href="/sport/genova_follia_ultras_e_tensione_serbia-italia_uefa_minaccia_sanzioni/italia-genova-serbia-marassi/14-10-2010/articolo-id=479665-page=0-comments=1">la tensione tra Italia e Serbia</a></strong> la polizia di frontiera serba
ha fermato 19 tifosi di rientro: ai posti di
frontiera con Croazia e Ungheria perquisiti e interrogati mercoledì sera. Maroni punta il dito contro l'Interpol di Belgrado: &quot;Situazione sottovalutata&quot;.<strong> </strong><a href="/interni/ivan_terribile_ma_codardo_preso_baule_bus/14-10-2010/articolo-id=480109-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Bogdanov</strong></a> chiede scusa all'Italia

Belgrado - Mentre cresce la tensione tra l'Italia e la Serbia dopo la guerriglia a Genova, la polizia di frontiera serba ha fermato 19 tifosi di rientro dall’Italia. Arrivati ai posti di frontiera con Croazia e Ungheria mercoledì sera gli occupanti sono stati perquisiti e interrogati. Ma il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, punta il dito contro l'Interpol di Belgrado per aver "sottovalutato" la situazione: "Le critiche? Ho le spalle larghe e ci rido sopra". Intanto il capo ultras, Ivan Bogdanov, ha chiesto scusa all'Italia: "Mai abbiamo pensato di danneggiare l’Italia che è un paese che mi piace molto. Non c’ero mai stato, ma è bellissimo".

Maroni respinge le critiche Dopo le polemiche e le critiche per "falle nella sicurezza", il capo del Viminale chiarisce che le forze dell’ordine vanno elogiate per come hanno saputo gestire l’emergenza, e a quanti lo criticano replica "ho le spalle larghe e ci rido sopra". In particolare, Maroni si riferisce alle dichiarazioni del sindaco di Genova, Marta Vincenzi: "Dal sindaco sono stato accusato in modo 'comico' di essere responsabile di tutto. Dico in modo 'comico' perché contemporaneamente il sindaco ha elogiato l’operato delle forze dell’ordine, dicendo che la colpa è del ministro. Allora, quando si arrestano i mafiosi non è merito del ministro ma delle forze dell’ordine, quando succede l’incidente non è colpa delle forze dell’ordine ma è colpa del ministro". Ma Maroni ha assicurato: "Io ho le spalle larghe e ci faccio una risata sopra. Ma sono qui per accertare le responsabilità, per prendermi le responsabilità. In questo caso, ci sono tanti professori in giro, ma nessuno prima ha detto 'attenzione'. Parlano tutti dopo". Maroni ancora una volta ha detto di aver già parlato con tutti i responsabili delle forze dell’ordine e di volerli elogiare per il lavoro fatto: "Con le informazioni che avevamo e con la predisposizione dei servizi in base alle informazioni che ci erano arrivate, si è rischiata una strage". 

Fermati 19 ultras serbi La polizia di frontiera serba ha fermato 19 tifosi di rientro dall’Italia, in relazione ai disordini di Genova. Il ministro dell’Interno Ivica Dacic ha riferito che finora sono tornati dall’Italia 529 tifosi e 169 avevano precedenti penali. Di questì, 19 sono stati fermati e dovranno comparire davanti a un magistrato, ha spiegato Dacic alla radio B92. I pullman di tifosi serbi sono arrivati ai posti di frontiera con Croazia e Ungheria mercoledì sera e gli occupanti sono stati perquisiti e interrogati per più di cinque ore. Le operazioni sono state coordinate direttamente dal Consiglio per la sicurezza nazionale serbo, il massimo organismo di sicurezza del Paese.

Bogdanov: "Non mi aspettavo problemi politici" Ivan Bogdanov, l’ultrà serbo leader della Stella Rossa, arrestato dalla digos martedì a Genova dopo gli scontri al Ferraris, non si aspettava "problemi politici con l’Italia". "Non mi aspettavo nemmeno la sospensione della partita", ha detto Bogdanov questa mattina all’avvocato Gianfranco Pagano che lo ha visitato nel carcere di Pontedecimo. Bogdanov ha detto di essere un nazionalista "come tutti i serbi ma di non appartenere alle cosiddette Tigri di Arkan". Le ragioni del "casino che abbiamo fatto allo stadio" Bogdanov le racconterà domani mattina al giudice in sede di convalida dell’arresto.