Scontri nei Territori tra Fatah e integralisti

Il braccio di ferro tra governo Hanyeh e presidente Anp continua. Due feriti a Gaza dopo il tentativo di assalto a un ministero

da Gaza

La tensione rimane alta fra Hamas e Al Fatah nei Territori palestinesi, dove anche ieri ci sono stati scontri e feriti.
Dopo una riunione urgente la notte di sabato a Gaza City fra esponenti dei due campi, Hamas e Fatah ieri mattina avevano lanciato appelli alla calma, auspicando una soluzione politica delle divergenze fra il governo del premier Ismail Haniyeh e il presidente Abu Mazen. Il duro braccio di ferro istituzionale degli ultimi giorni sul controllo delle forze di sicurezza e le accuse di complottare contro il governo Haniyeh mosse ad Abu Mazen dal capo in esilio di Hamas Khaled Meshaal, avevano innescato sabato scontri e disordini nei Territori. A Gaza incidenti fra studenti e miliziani dei due campi avevano fatto 20 feriti. Mille manifestanti e miliziani del Fatah avevano occupato la sede del parlamento palestinese a Gaza City.
Nonostante i segnali distensivi dei due campi, anche ieri ci sono stati incidenti e scontri. Il più grave al ministero della Sanità a Gaza City, che alcuni miliziani del Fatah hanno cercato di occupare. Contro di loro hanno però aperto il fuoco i miliziani delle brigate Al Qassam, il braccio militare di Hamas, chiamati dalle nuove autorità palestinesi a presidiare i ministeri. Due uomini di Al Fatah, un poliziotto e un civile sono stati feriti.
«I tempi in cui si potevano attaccare impunemente le nostre istituzioni o la nostra polizia sono finiti: chiunque rivolga un'arma contro una delle nostre istituzioni rischia la morte» ha sentenziato il nuovo portavoce del ministero degli Interni, Khaled Abu Hillel.
A Ramallah, su richiesta di Abu Mazen, nel tentativo di fare calare la tensione è stata annullata una grande manifestazione contro Hamas di centinaia di uomini delle forze di sicurezza. Ma altre centinaia di miliziani e di uomini della sicurezza hanno manifestato armi in pugno, a Jenin. Miliziani del Fatah hanno anche brevemente occupato il municipio, guidato da Hamas, a Nablus.
Al di là degli appelli alla calma, lo scontro istituzionale fra il governo Haniyeh e il presidente dell’Anp rimane però aperto. Abu Mazen aveva posto il proprio veto venerdì scorso alla creazione da parte del governo Hamas di una nuova forza di sicurezza formata da 4mila miliziani reclutati in seno ai gruppi armati di Gaza, e alla nomina alla sua guida di Jamal Abu Samhadana, numero due sulla lista dei super-ricercati per terrorismo di Israele. Meshaal ha fatto un tentativo di marcia indietro, affermando di «rispettare l’autorità» del presidente, ma il ministro degli Interni Said Siam ha deciso di andare avanti sia con le forze speciali sia con la nomina del nuovo capo.
Alle tensioni politiche si aggiungono poi le difficoltà economiche: le casse dell'Anp sono praticamente vuote. Secondo il consigliere di Abu Mazen, Nabil Amr, circa 50 milioni di dollari inviati dal Qatar all'Anp per consentire il pagamento degli stipendi di marzo ai 65.000 dipendenti pubblici non sono ancora stati versati all’Autorità palestinese perché le banche regionali, anche palestinesi, temono di incorrere in sanzioni da parte degli Usa se collaborano con Hamas.