Scontri con la polizia per bloccare lo sfratto

Una giornata di tensione al civico 9 di via Mompiani, zona Corvetto, periferia sud di Milano. Ancora una volta, al centro della cronaca, il problema degli alloggi.
I momenti difficili iniziano al mattino, quando un ufficiale giudiziario notifica uno sfratto di un appartamento dell’edificio, abusivamente occupato da una famiglia italiana.
I genitori, con i due figli - entrambi minori - cominciano una protesta contro lo sgombero. Prima asserragliandosi in casa, poi scendendo in strada. In breve, si uniscono alla protesta altre quaranta persone tra coinquilini e militanti delle realtà antagoniste.
Dopo i primi slogan, i manifestanti iniziano un lancio di oggetti contro le forze dell’ordine che cercano di portare a termine l’operazione di sfratto.
Intorno alle 19.30 si apre la trattativa, che prosegue per diverse ore. La famiglia, nel frattempo, rientra nel proprio appartamento, rifiutandosi di lasciarlo.
«Il comitato casa e territorio del Ticinese - si legge in un comunicato diramato sul sito antagonista Indymedia - ha fatto un presidio anti-sfratto per una famiglia che da vent’anni abitava in via Mompiani», facendo inoltre riferimento a «tre-quattro cariche della polizia, e a qualche ferito».
Ma le forze dell’ordine smentiscono che ci siano stati scontri, anche se un’ambulanza si è recata sul posto per assistere la madre della famiglia sgomberata. La donna, sofferente di problemi cardiaci, secondo gli operatori del 118, avrebbe accusato solo un «leggero malore».