Scontri con la polizia e guerriglia urbana

É il 12 aprile 2007: i cinesi mettono a ferro e a fuoco la città. Anche il quel caso, tutto nasce da un motivo banale: una multa vietata. Scoppia la contestazione, poi è l’intera comunità cinese che si rivolta scontrandosi con i vigili e la polizia: Alla fine restano sul campo 20 feriti.
Pochi mesi dopo, e ancora una volta è un intervento della polizia municipale quello a cui si ribella una comunità di immigrati. Siamo a luglio. La polizia municipale sequestra la merce di una sessantina di venditori abusivi peruviani. La pattuglia viene aggredita e cacciata.
Passa un anno, siamo nel 2008. Ancora un movente banale quello che innesca la reazione di due baristi - padre e figlio - in via Zuretti. Aggrediscono con una mazza un ragazzo del Burkina Faso cresciuto nell’hinterland di Milano. «Abba» viene ucciso. La drammatica uccisione scatena una rivolta di giovani immigrati, che il 19 settembre 2008. Sono migliaia, e sfilano al grido di «siamo africani, non animali».
Passa poco più di un anno. Un centinaio di rifugiati politici cacciati da un residence di Bruzzano si scontra con la polizia e vaga per la città per giorni e giorni, seminando disordine e devastazioni e bloccando le strade e la ferrovia, prima di insediarsi a Porta Venezia.
Questi sono solo i casi più noti ed eclatanti delle rivolte di immigrati scoppiati in città negli ultimi anni. Ma fra le bande di extracomunitari le risse sono all’ordine del giorno. In particolare fra i latinoamericani, che si organizzano in bande dal coltello facile - specie dopo feste in cui ubriacarsi - e dai nomi fantasiosi, come Latin King o Forever. L’8 giugno scorso, per esempio, un ragazzo ecuadoregno di 26 anni, David Stenio Noboa Betancourt viene ucciso in via Brembo (zona corso Lodi) in una vera e propria imboscata appena uscito dal carcere in cui è finito proprio per rissa. É colpito a morte da tre colpi sferrati allo sterno, a un fianco e alla schiena, con un coccio di bottiglia, o forse con un cacciavite
In 48 ore, il conto è della Polizia municipale di Milano, restano sul campo due morti e 9 feriti: 70 i giovani stranieri protagonisti di risse, aggressioni e rapine. La seconda vittima è un tunisino di 47 anni accoltellato a morte dall’amante, un transessuale peruviano di 41 anni.