Scontri al San Paolo Condannati 2 giovani e un carabiniere

Per la «battaglia» davanti all’ospedale, assolti altri due no-global, un agente e un carabiniere

Tre condanne e quattro assoluzioni. Così si è chiuso ieri il processo per gli incidenti avvenuti la notte tra il 16 e il 17 marzo del 2003 davanti all’ospedale San Paolo in occasione della morte di Davide Cesare detto «Dax», il giovane del centro sociale Orso ucciso da alcuni militanti di estrema destra nel marzo di tre anni.
I giudici della quarta sezione del Tribunale hanno condannato a un anno e otto mesi i due giovani dei centri sociali che parteciparono agli scontri, con l’accusa di concorso in violenza e resistenza a pubblico ufficiale, in lesioni personali aggravate e in danneggiamento, e a sette mesi il carabiniere del Nucleo Radiomobile, per concorso in lesioni personali aggravate e in abuso d’ufficio. Il militare sarebbe intervenuto all’interno del pronto soccorso del San Paolo armato di una mazza da baseball, pur non usandola. Lo stesso che, in aula, ha fatto pervenire una lettera con cui accusava un suo superiore (un maresciallo capo) di aver portato con sé quell’arma impropria. «Una versione inedita», si è limitato a commentare il pubblico ministero Claudio Gittardi.
Assolti, invece, gli altri quattro imputati, due giovani dei centri sociali, un carabiniere e un poliziotto, per non aver commesso il fatto. Il collegio, inoltre, ha stabilito provvisionali per circa 100mila euro per i risarcimenti delle parti civili. Stabilita una provvisionale di 60mila euro per i ministeri della Difesa e degli Interni, e altri due di 15 e 25mila euro per due agenti di polizia rimasti feriti negli scontri.
Il pm Gittardi, nella sua requisitoria, aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati a pene tra i due anni e dieci mesi e i 10 mesi di reclusione. Distribuendo le responsabilità per quanto accaduto nel marzo di tre anni fa davanti all’ospedale San Paolo. Quella notte, «Dax» era morto in seguito alle ferite riportate in uno scontro con alcuni neofascisti. Poco dopo l’omicidio erano scoppiati violenti incidenti tra Forze dell’ordine e militanti nel pronto soccorso dell’ospedale, dove il corpo del giovane era stato portato. Per l’omicidio di Dax, Federico M. (26 anni), suo fratello (minorenne) e il padre Giorgio (53) erano finiti in carcere con l’accusa di omicidio volontario.