SCONTRI SULLE STRADE

Ubriachi alla guida causano incidenti conclusi con danni alle vetture e solo feriti leggeri. Sabato un balordo su un’auto rubata sperona una giovane per dispetto, ieri due stranieri carambolano con la loro Clio mentre in altri tre episodi vengono coinvolti 5 ghisa, tre dei quali finiti in ospedale.
In ordine cronologico. Sabato notte Cristina B., 23 anni, è a bordo della sua Fiat Punto con tre coetanee in viale Premuda, sta cercando un locale e a un semaforo chiede informazioni a un giovane su una Daewoo Matiz. Fabio Belleri, 25 anni, pregiudicato nullafacente e senza fissa dimora, farfuglia qualcosa e le ragazze decidono di lasciarlo perdere. Si fermano più avanti per domandare lumi a una persona più affidabile. Arriva Belleri che le tampona, le supera, ingrana la retro e le sperona nuovamente. Viene chiamato il 113, e una volante blocca il ragazzo in via Ortles. La vettura risulta rubata due giorni prima nel parcheggio del cimitero di Chiaravalle a una signora di 72 anni. Dentro tre computer rubati. Non solo, in questura Belleri, in evidente stato di ebbrezza, fornisce false generalità: un po’ troppo per non «meritarsi» un soggiorno a San Vittore.
Ieri mattina alle 8 due stranieri arrivano da corso Buenos Aires, sembra a velocità sostenuta e con ogni probabilità un po’ «carburati». Attraversano piazza Oberdan, imboccano corso Venezia dove la loro Renault Clio inizia a sbandare, invade la corsia opposta, urta il marciapiede, si ribalta e finisce contro una centralina semaforica polverizzandola. I due escono malconci, malconcio anche il traffico, bloccato per consentire l’intervento del carro attrezzi.
Sempre ieri in altri tre incidenti sono rimasti coinvolti alcuni ghisa: in mattinata a Bollate presso il campo nomadi di via Monte Bisbino un equipaggio è stato speronato da un italiano, nel pomeriggio in via Marghera una vigilessa è stata investita da un automobilista poi fuggito, infine due agenti sono stati travolti in via Farini da una Lancia Ypsilon condotta da un ecuadoriano poi dileguatosi.