Scontri tra sunniti, decine di morti

Battaglia tra filo-governativi e una fazione vicina ad Al Qaida

da Bagdad

Scontri violenti hanno ancora fatto da cornice ai negoziati per la presentazione della bozza della Costituzione irachena. Gli ultimi combattimenti sono esplosi venerdì e sono continuati ieri.
Il teatro delle violenze è stato la zona intorno a Qaim, città dell’Irak occidentale, dove le milizie armate sono particolarmente attive e dove le forze americane hanno in passato compiuto operazioni contro gli insorti. Due tribù di arabi sunniti, la prima vicina ad Al Qaida, e la seconda al governo di Bagdad, si sono affrontate in una cruenta battaglia che ha lasciato sul terreno decine di morti. Fonti ospedaliere hanno riferito che una ventina di cadaveri sono stati trasportati all’obitorio, precisando però che molti altri morti hanno ricevuto la sepoltura immediata nel rispetto della tradizione islamica. Il bilancio, quindi, è sicuramente più pesante.
Le tribù coinvolte nella sanguinosa faida tra sunniti sono quella dei Karabilah, considerata alleata di Al Qaida, e quella degli Albu-Meneh, che tra l’altro ha fornito numerosi uomini alle nuove forze di sicurezza irachena. Gli ultimi scontri hanno fatto seguito a quelli avvenuti in settimana tra fazioni di sciiti moderati e radicali rivali.