Scontri fra Thailandia e Cambogia almeno un morto e sei feriti

Sempre più tesa la situazione la confine tra i due Paesi. Conflitto a fuoco con armi leggere nell’area del tempio conteso di Preah Vihear

Si aggrava di momento in momento il bilancio della furiosa battaglia scoppiata oggi alla frontiera tra Cambogia e Thailandia: almeno un militare cambogiano è rimasto ucciso e altri due feriti, mentre lesioni hanno riportato quattro soldati thailandesi. Una decina di commilitoni di questi ultimi si sono nel frattempo arresi agli avversari: rimasti tagliati fuori, asserragliati dapprima in una pagoda, si sono infine consegnati alle truppe di Phnom Penh. Lo hanno riferito fonti giornalistiche presenti sul posto, e la notizia è stata poi confermata dagli stati maggiori dei rispettivi Eserciti. Teatro dello scontro a fuoco l’area contesa che circonda l’antico tempio induista di Preah Vihear, assegnato nel ’62 alla Cambogia da una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu, ma che il Paese confinante continua a rivendicare come propria. In luglio il sito archeologico fu proclamato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e da allora le ostilità si sono riaccese. Da settimane la Thailandia andava ammassando truppe al confine e, malgrado ne avesse annunciato il ritiro, ha di fatto continuato a inviare rinforzi. Il ministro degli Esteri cambogiano Hor Namhong ha annunciato che il premier ha dato l’ordine che i prigionieri catturati "vengano trattati bene". Gli scontri si stanno verificando mentre nella capitale della Thailandia c’è una grande instabilità politica con molti manifestanti che da tempo cercano di sollecitare l’esercito a organizzare un colpo di Stato contro il governo eletto. Intanto, dopo che l’esercito thailandese ha detto di essere pronto alla guerra per risolvere la disputa territoriale, il ministero degli Esteri di Bangkok ha avvertito i connazionali di lasciare immediatamente la Cambogia. “Ho sentito colpi d’arma da fuoco tutt’attorno”, ha detto al telefono un fotografo Reuters, Chor Sokunthea, sulla scena degli scontri. "Un razzo proveniente dalla Thailandia mi è passato sulla testa ed è caduto". La Thailandia aveva inviato ieri rinforzi nella zona, vicino al tempio di Preah Vihear, sul lato cambogiano della frontiera, solo qualche ora dopo che un generale cambogiano aveva riferito che le truppe thai erano in ritirata. Lunedì scorso, il premier cambogiano Hun Sen aveva minacciato di trasformare l’area in una "zona di morte" a meno che i thailandesi non si ritirassero entro il mezzogiorno di martedì. Le tensioni sono salite a partire da luglio, quando 2.000 soldati sono stati schierati nella zona, che una decina d’anni fa era sotto il controllo di ciò che restava degli Khmer rossi, l’esercito guerrigliero dell’ex leader comunista della Cambogia, Pol Pot.