Lo scontrino? «Dimenticato» in quattro locali su dieci

Quattro locali su dieci non emettono scontrino. È lo sconcertante risultato dei controlli effettuati dai 400 uomini del comando provinciale della Guardia di finanza sull’emissione della ricevuta fiscale da parte dei gestori dei locali romani. In soli due giorni e due notti, in pieno centro storico e in provincia, sono stati eseguiti 1581 controlli. Ebbene: le irregolarità registrate dai militari riguardano il 40,48 per cento degli esercizi. Molti gli esercenti e i clienti che hanno protestato al momento del verbale implorando i finanzieri di soprassedere. Un cliente si è addirittura dato alla fuga alla vista dei militari, che hanno dovuto raggiungerlo e tranquillizzarlo per controllare la validità dello scontrino emesso dal bar da cui si era allontanato.
I finanzieri, nel corso dei controlli, si sono anche occupati del lavoro nero, riscontrando anche in questo caso numerosi illeciti: in particolare sono stati sorpresi all’interno dei locali monitorati 59 lavoratori irregolari e altri 78 completamente in «nero». Primi nella triste classifica gli italiani, con 47 lavoratori irregolari e 46 in nero; seguono i romeni (20 irregolari) e gli egiziani (quattro).
Altra singolarità riguarda la disciplina prezzi introdotta dal decreto legislativo del 2002, con cui si dovrebbe tutelare il consumatore al momento dell’acquisto. I finanzieri hanno accertato che, su 130 negozi, il 10 per cento non praticava realmente i prezzi esposti in vetrina oppure li ometteva del tutto. Controlli serrati anche per la merce falsificata venduta per le strade nelle zone più frequentate della capitale. Sono stati 65 gli extracomunitari denunciati, di cui 34 sprovvisti di regolare permesso di soggiorno, e 10 i clienti multati per l’acquisto della merce illecita. Sequestrati 110mila oggetti contraffatti per un valore di centinaia di migliaia di euro.
«Le difficoltà del centro storico sono determinate anche da situazioni di abuso come l’evasione fiscale e il lavoro in nero», è il commento del presidente del I Municipio, Giuseppe Lobefaro, agli sconfortanti esiti del controlli delle Fiamme gialle. «Coloro che non rispettano le regole, se non sanzionati tempestivamente - aggiunge il presidente del centro storico - creano un effetto emulazione anche da parte di chi la legge la rispetta ma che poi, per stare sul mercato, compie un illecito andando a incrementare la lista degli abusi legati al commercio».