Scontro aliscafo-nave: quattro morti e 88 feriti

Tragedia del mare al largo di Messina: il Segesta Jet della linea Reggio Calabria-Messina e un portacontainer si sono scontrati verso le 18,15. Morti il comandante, il capomacchinista e due marinai dell'aliscafo, 88 feriti, di cui 7 gravi. A bordo 150 persone, per il panico molti si sono gettati in mare. Un marinaio intrappolato ha chiesto soccorso col suo cellulare. Sequestrate le navi, due inchieste. Il cordoglio di Napolitano

Messina - Tragedia del mare intorno alle 18,15 al largo del porto di Messina, all'altezza della spiaggia di Gazzi, a due miglia dal faro di San Raineri: un aliscafo si è scontrato con una nave, bilancio 4 morti (il comandante, il capomacchinista e due marinai dell'aliscafo), un marinai disperso, 88 feriti, di cui 7 gravi (due in rianimazione a Reggio Calabria). L'aliscafo Segesta Jet della linea Reggio Calabria-Messina, in dotazione alle Ferrovie dello Stato con a bordo almeno 150 passeggeri (in maggioranza pendolari di rientro dal lavoro), salpato alle 17,35, è entrato in collisione con una nave portacontainer, battente bandiera di Antigua, la "Susan Borchard" di 130 metri, partita dal porto di Reggio Calabria alle 17,30. Il mercantile ha speronato il traghetto. Lo scontro è avvenuto nello stretto di Messina, all'imbocco del porto della città siciliana. A bordo, in seguito alla collisione, si è sviluppato un incendio. La barca si è inclinata e i soccorritori l'hanno imbracata con delle cime per evitare che affondasse. Secondo quanto si è appreso, dopo la collisione sull'aliscafo sarebbe scoppiato il panico, tanto che molti passeggeri si sono gettati in mare presi dal panico. sul luogo della collisione sono intervenute tutte le motovedette della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco in servizio tra le due sponde dello Stretto. Un'unità di crisi, per il coordinamento delle attività di soccorso, è stato istituita in seno alla capitaneria di porto di Reggio Calabria. Tre dei feriti gravi con traumi cranici e toracico addominali sono ricoverati al Policlinico di Messina dove è stato potenziato il personale medico: si tratta di Mario Ancis, Stefano Larini e Ruggero Ruggero. Aperte due inchieste dalla magistratura e dal ministero dei Trasporti, sequestrate le navi che sno state portate a Messina e Reggio Calabria.

Al cellulare: "Aiutatemi" Un marinaio del Segesta Jet è rimasto incastrato nella sala macchine dell'aliscafo e i vigili del fuoco stanno cercando di farlo uscire, L'uomo ha lanciato l'allarme e chiesto soccorso con il proprio cellulare. I vigili hanno anche soccorso e portato in salvo due donne rimaste incastrate nella zona dell'aliscafo colpita dalla nave.

Il cordoglio di Napolitano Il presidente della Repubblica della Repubblica Giorgio Napolitano appresa la "drammatica notizia" dello scontro in mare si è messo immediatamente in contatto con i prefetti di Messina e di Reggio Calabria per seguire gli sviluppi dei soccorsi e le indagini sulla dinamica del tragico incidente. Con «profondo turbamento», il Capo dello Stato «ha espresso sentimenti di partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e di preoccupazione per le condizioni dei feriti». Anche il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, esprime "il cordoglio e quello dell'intero governo regionale ai familiari delle vittime. In questo momento il nostro pensiero va anche ai feriti senza dimenticare il grande lavoro svolto da tutti coloro che si sono prodigati nei soccorsi.

L'angoscia dei parenti Un centinaio di persone si sono raccolte nel porto di Reggio Calabria e stanno vivendo con l'angoscia l'attesa di apprendere notizie sulla collisione. Si tratta, in gran parte, di parenti di chi viaggiavano a bordo dell'aliscafo. Tra loro anche i familiari di tre ragazze di Reggio Calabria che giocano nella squadra femminile di basket Fontalba di Messina. Le ragazze, secondo quanto hanno riferito i loro genitori che si trovano nel molo del porto reggino, facevano la spola tre volte la settimana con Messina per recarsi agli allenamenti. Secondo quanto hanno riferito le ragazze ai genitori, sono state loro le prime persone ad essere soccorse dall' equipaggio della nave che si è scontrata con l'aliscafo. Le tre giovani sono state portate nel Policlinico di Messina per essere sottoposte ad accertamenti. Sull' aliscafo viaggiavano anche alcuni finanzieri di Messina in servizio in Calabria.

"Forse un errore umano" "Negli anni sono stati fatti molti progressi, ma le tragedie in mare ci sono e ci saranno sempre". Lo ha detto all'Adnkronos l'imprenditore e armatore Salvatore Lauro commentando la tragedia di Messina. "Un'inchiesta stabilirà le cause dell'incidente - ha detto Lauro - è molto probabile che si sia trattato di un errore umano, perché i sistemi di sicurezza, soprattutto nello Stretto di Messina, sono di ultima generazione". L'incidente, che ha provocato la morte di due persone lascia, secondo Lauro "una grande tristezza nell'animo di chi va per mare". L'imprenditore ha tenuto però a ribadire che, anche per quanto riguarda il Golfo di Napoli, "i sistemi sono all'avanguardia. Nel caso dello Stretto di Messina ci sono poi precise regole da rispettare in quanto si tratta di una zona difficile per la navigazione per il particolare traffico di navi presente".