Scontro generazionale formato famiglia

Una coppia ormai rodata, consolidata e applaudita che ancora una volta, sulla scena, affronta con maestria una tematica sociale. In molti li ricorderanno nella versione da palcoscenico di «Indovina chi viene a cena» di William Arthur Rose, che per due anni ha stabilito il record di incassi regalando al pubblico una divertente lettura dello scottante tema dell'integrazione razziale; sulla scena del Teatro Nuovo fino al 24 maggio, Ivana Monti e Gianfranco D'Angelo saranno i protagonisti di «Un giardino di aranci fatto in casa», commedia firmata da Neil Simon e messa in scena dall'abilità registica di Patrick Rossi Gastaldi. È con umorismo, talvolta acido ma sempre brillante che i personaggi vivono una vicenda ormai non più troppo insolita, che vede l'incontro burrascoso tra un padre, Micheal, famoso sceneggiatore di Hollywood in crisi di ispirazione (legato affettivamente a Hilary e con un vicino di casa, Ted, un po' stravagante, interpretato da uno straordinario Mario Scaletta), e la figlia dimenticata, che dopo 18 anni si impone nella quotidianità dell'uomo di successo. Inevitabile lo scontro generazionale reso al meglio sulla scena dalle conversazioni pungenti e provocatorie, ma anche da dialoghi che lasciano emergere momenti di amarezza e grande tenerezza. È Ivana Monti a raccontare come il soggetto familiare trattato sulla scena con grande ironia, offre alla gran parte degli spettatori l'occasione per riconoscersi: «Trattiamo i problemi che esistono tra i divorziati; Michael, dopo aver abbandonato 13 anni prima la famiglia, si ritrova di fronte a una figlia, Jenny, interpretata da Simona D'Angelo - figlia dell'attore anche nella realtà - e a una richiesta d'aiuto. Jenny vorrebbe fare l'attrice e così ha il pretesto per riallacciare i rapporti con questo padre assente». Lo scrittore, ancora più in crisi, stupito quanto confuso, cerca di affrontare al meglio la situazione imbarazzante. «Si accende un duello verbale tra i due - racconta Ivana Monti -. Il mio personaggio è a latere, ma importante perché aiuta il suo compagno ad aprire gli occhi. Hilary, truccatrice e frequentatrice dell'ambiente di Hollywood, è donna e mamma generosa: comprende benissimo richieste ed esigenze della ragazza». La sceneggiatura dà corpo a un lavoro spiritoso e a tratti surreale, con punte di intensa drammaticità e commozione. La platea percepisce la grande sintonia che tra D'Angelo e la Monti: come dichiara l'attrice: «Conosciamo le regole del palco e i tempi del teatro comico; tra di noi c'è una fiducia reciproca che si rinnova ogni volta che, proprio sulla scena, uno fa ridere l'altra: i tempi sono serrati ma, nonostante tutto, riusciamo a divertirci, che è una componente fondamentale del nostro lavoro. E poi Gianfranco è una compagno di viaggio molto rispettoso, con il quale convivo quotidianamente anche durante gli spostamenti da una piazza all'altra». Al fianco della coppia, Simona D'Angelo dà voce a Jenny: «Vesto i panni di questa ragazza che, apparentemente molto sicura di sé, fa emergere subito le sue fragilità, pur riuscendo alla fine a ottenere il riavvicinamento tra i suoi genitori».