Scontro tra i due barbieri di Penny Lane. In ballo l'onore di essere l'originale

A Liverpool è lotta dura fra i due esercenti che sostengono di possedere il vero negozio di cui si parla nella celebre canzone scritta da Paul Mac Cartney nel 1967

Giù le mani dal mito. A Liverpool fa notizia lo scontro senza esclusione di colpi fra due barbieri che sostengono di possedere il vero negozio di cui si parla nella celebre canzone Penny Lane dei Beatles dedicata alla omonima via. Il celebre brano (uno dei pochi singoli dei Beatles a non raggiungere il primo posto nella classifiche Usa e inglese) composto nel 1967 che compare nell'album «americano» Magical Mistery Tour è sempre tra i preferiti dai fan. Fino a un mese fa, tutti i turisti che andavo alla ricerca dei luoghi simbolo dei Fab Four, visitavano il «Tony Slavin's Barber Shop» che si trova in Smithdown Place, a pochi metri dalla strada della canzone. Ma da pochi giorni un nuovo negozio di acconciature chiamato «The Barbers» ha aperto al 121 di Penny Lane, attraendo così decine di persone alla ricerca del negozio dove, come recita il brano, si può dire «hallo» al proprietario e vedere le sue fotografie appese alle pareti. Così Adele Allan, proprietaria del negozio originale, ha addirittura minacciato un'azione legale contro il concorrente sleale. «Sono infuriata perché quel negozio non è quello originale - ha dichiarato alle agenzia di stampa britanniche Adele -. I turisti fanno migliaia di chilometri per venire fino qui a vedere il barbiere della canzone».
Ma il concorrente Barry Hayden le ha risposto dicendo che non avrebbe detto a nessuno di essere il barbiere della canzone e che vuole fare solamente il suo lavoro. Ma intanto si appresta a mettere in vendita prodotti di merchandising che sicuramente andranno a ruba fra i patiti dei Beatles. E a proposoto di Beatles, Paul MacCartney può star tranquillo: gli Abbey Road studios diventaranno monumento nazionale: lo ha deciso il governo britannico che in tal modo proteggerà l'edificio da qualunque piano per modificarlo radicalmente. Quando l'Emi aveva annunciato di voler vendere l'edificio, c'era stata una protesta generalizzata. Domenica la casa discografica aveva fatto sapere che avrebbe mantenuto la proprietà, ma che ha intenzione di «rivitalizzare» la struttura, con una sostanziale iniezione di nuovo capitale. Il nuovo status significa che, anche se si faranno modifiche interne, qualunque alterazione proposta dovrà rispettare il carattere storico del luogo.