Lo «Scontro di inciviltà» della tunisina Benali

Scontro di inciviltà - Italiani e musulmani equivoci e pregiudizi (Sperling & Kupfer, pp. 344, euro 16,00) è un libro molto interessante e attualissimo. Lo ha scritto Nacéra Benali, algerina che vive a Roma ed è corrispondente in Italia del quotidiano El Watan, uno dei maggiori quotidiani maghrebini. È stata la prima (e unica) giornalista donna incarcerata dalle autorità algerine, in seguito a un suo articolo sul terrorismo pubblicato nel 1993, e la più giovane fra i cronisti condannati a morte dal Gruppo islamico armato nel 1994. Laureata in medicina, ha scelto di seguire la strada del giornalismo quando in Algeria è stata autorizzata la stampa indipendente, caso unico nel mondo arabo. In questo libro indaga sui luoghi comuni che condizionano negativamente il rapporto Italia-Islam, scoprendo come molti di essi siano lo specchio di paure interiori ingiustificate, per indicare la direzione di un dialogo sempre più urgente. Illuminanti la prefazione di monsignore Henri Teissier, arcivescovo di Algeri e la presentazione di Soheib Bencheickh, Gran muftì di Marsiglia.