Lo scontro tra madre e figlia in musica è Sonata D’autunno

Dal film di Ingmar Bergman, l’adattamento è del regista Olivetti: «Qui le donne si ritrovano»

Una madre e una figlia: stessa alpha, diversissima omega. La prima, pianista, eccentrica, golosa della vita e un po' più avara nei sentimenti, è madre solo in quanto ha donato la vita alla seconda, rendendo però quella figlia una donna infelice e introversa e portandola a fare delle proprie scelte sbagliate un manifesto per accusare la madre. Quello che in parole si sintetizza con incomprensione e incomunicabilità fra due donne, in musica diviene Sonata D'autunno, una pièce che Ingmar Bergman trasformò nel 1978 in un film.
Interpreti della pellicola furono Liv Ullmann, sua musa di sempre, e Ingrid Bergman, per l'unica volta diretta dal maestro svedese scomparso questa estate. Ma quella Sonata per Bergman restò incompiuta, nonostante il film, perché la sua originaria destinazione era il teatro. Ed è dagli appunti per la stesura teatrale che muove la lettura del regista Federico Olivetti che propone, al teatro dell'arte, la «sua» Sonata, con Pia Lanciotti e Clara Galante. «Ai miei attori ho “impedito” di vedere il film, per non restarne condizionati», spiega Olivetti che due anni fa ha trascorso alcuni mesi in Svezia a studiare l'opera del maestro, incontrandolo, pur di sfuggita. «Ho invece lavorato con i suoi collaboratori - spiega Olivetti - e, terminata la mia versione, fui convocato davanti ad una sorta di accademia che doveva valutare il mio progetto». Ad affascinare Olivetti soprattutto la tradizione del Grande Nord scandinavo che affonda le radici nel dramma analitico del norvegese Henrik Ibsen e nell'opera di August Strindberg, conterraneo di Bergman.
«Nella mia lettura di Sonata mi allontano per restare, paradossalmente, più fedele al primo impulso creativo di Bergman», spiega Olivetti che per il dramma di madre Charlotte e figlia Eva ha scelto di modificare l'impianto circolare della narrazione di Bergman, dando sulla scena una possibilità di incontro e di sviluppo alla vicenda delle due donne. Sonata che, con i suoi tre movimenti musicali tradizionali che corrispondono a esposizione, sviluppo e ripresa dei temi, illustra, nella versione di Olivetti, la vita delle due donne che si reincontrano. Sedute a un tavolo illuminato da candele rosse e gialle, rievocano il fluire del tempo: la figlia a ricordare la via crucis di un'infanzia infelice e la madre che, con una discesa dolorosa nei luoghi della memoria, arriva a chiedere perdono alla figlia. Quest'estate, alla scomparsa del regista, Woody Allen scrisse che uno dei maggiori insegnamenti ricevuti da Bergman era quello di non badare al botteghino: «L'incasso? Mi preoccupa per circa 30 secondi», avrebbe detto più volte Bergman ad Allen. Olivetti ha una sua versione: «Sono d'accordo, a me interessa che il pubblica capisca il messaggio e non che lo gradisca per forza». Bergman docet.
Sonata D'Autunno
Crt teatro dell'Arte
via Alemagna 6
fino a domenica ore 21 o 17 (festivi)
www.teatrocrt.it, 02-89011644, biglietti 7 euro