Scontro in motoscafo, paura per Pistorius

Un mistero l'incidente dell'atleta sudafricano. Fratture al volto, operato d’urgenza: è in terapia intensiva. Il medico: "Fuori pericolo"

C’è molto, forse troppo mistero nell’incidente che sabato notte ha visto coinvolto Oscar Pistorius, ma almeno a dar retta alle notizie serali, il 22enne sudafricano dovrebbe essere fuori pericolo. Il ragazzo, l’atleta disabile che corre con due protesi di carbonio, ha infatti riportato ferite e fratture al volto nello scontro tra la sua imbarcazione e un oggetto (di cui non è stata rivelata la natura) lungo il fiume Vaal, in Sud Africa. Pistorius era al timone del motoscafo e nell’impatto, secondo la prima ricostruzione, è stato sbalzato in acqua. A bordo c’erano anche familiari e amici
Per ore, ieri, in assenza di notizie, si è anche temuto per la sua vita. Pistorius è infatti stato operato d’urgenza al Milpark Hospital di Johannesburg e posto subito in terapia intensiva, ma solo nel tardo pomeriggio, dopo molti no comment, i medici hanno fatto sapere che non era in pericolo di vita e che i danni riportati non ne avrebbero condizionato il recupero a livello atletico. «Sta bene, il suo cervello funziona normalmente ed è cosciente al 100%, sarà dimesso presto», le rassicurazioni del dottor Anchen Laubscehr.

Pistorius è famoso per la sua battaglia, iniziata fin dal 2005, per poter gareggiare ai Giochi olimpici cinesi insieme con gli atleti normodotati. Non solo. Celebre è anche la sua partecipazione, nel 2007, al Golden Gala di Roma, nei 400 metri, proprio contro atleti normodotati, quando concluse al secondo posto nel gruppo B.

Ciò nonostante, lo scorso anno, il 13 gennaio, la Iaaf, la Federazione internazionale dell’atletica, ha respinto la sua richiesta sostenendo che «le protesi potevano dargli un vantaggio meccanico» su tutti gli altri atleti. Ci sono voluti cinque mesi perché, il 16 maggio 2008, il Tribunale sportivo a cui si era rivolto ribaltasse la decisione dandogli il via libera per partecipare a Pechino. Oscar, però, non è poi riuscito a ottenere il tempo minimo necessario.

Poco importa. La battaglia per veder riconosciuto il diritto di gareggiare era stata vinta. E, comunque, a Pechino ci è andato ugualmente: alle Paralimpiadi. Risultato? Medaglia d’oro nei 100 metri in 11’’18, medaglia d’oro nei 200 in 21’’67, e ancora oro nei 400 (la sua specialità) in 47’’49. Record del mondo.