Scontro nel Pd, D'Alema: "Una campagna di calunnie per scardinare il partito"

Sul dialogo per le riforme pesa lo scontro interno al partito democratico. Massimo: "L'elogio dell'inciucio? Un falso. Forse qualcuno pensa che si debba scardinare la maggioranza che ha vinto, isolando D'Alema e condizionando Bersani". Ma Franceschini: "Niente scambi"

Roma - L'elogio dell'inciucio? "Un falso", dice Massimo D'Alema in un'intervista all'Unità in cui lancia l'accusa che dietro la "distorsione" delle sue parole ci sia una campagna per spaccare il Pd. Spiega D'Alema: "Non ho mai elogiato l'inciucio. Questo, tecnicamente è un falso. Ho anche la registrazione di quel dibattito e chi vuole può verificare. E' successo che la giornalista che mi intervistava, ha usato quel termine. Ha domandato: 'Come ci si sente a essere considerati erede della tradizione del Pci e anche traditore di quella storia, cioe' quello che fa gli inciuci?". E io ho risposto che i comunisti italiani, a partire da Togliatti, hanno sempre dovuto fare i conti con un accusa del genere. Poi ho proseguito con degli esempi. Tutto qua. E' del tutto evidente che se la giornalista non avesse usato la parola inciucio tutta questa polemica non sarebbe mai nata".

Operazione per scardinare il Pd "A volte - prosegue D'Alema - si ha l'impressione che più che informare si abbia l'obiettivo di condizionare il nostro partito. Forse non è piaciuto l'esito del nostro congresso. Forse qualcuno pensa che si debba scardinare la maggioranza che ha vinto, isolando D'Alema e condizionando Bersani. Sono intenti politici. E' incredibile perseguirli distorcendo le informazioni e lanciando accuse calunniose e indimostrate". Nell'intervista, D'Alema assicura che il Pd non ha alcuna intenzione di votare leggi "ad personam" volute da Berlusconi: "Se Berlusconi vuole fare una leggina ad personam ha la maggioranza. Noi abbiamo detto con chiarezza che voteremo contro".

Bozza Violante Invece, per D'Alema, sulle riforme istituzionali è giusto avviare il confronto, partendo dalla bozza Violante e dalla riforma elettorale (si dice favorevole al modello tedesco): 'Andiamo al merito senza agitare fantasmi''. Non manca una stoccata a Walter Veltroni: "Veltroni ha fatto la campagna elettorale all'insegna della non demonizzazione di Berlusconi e all'indomani delle elezioni ha sottolineato la comune responsabilità con il presidente del Consiglio in materia di riforme Costituzionali. Sarebbe strano se avesse cambiato idea solo perché Bersani è diventato segretario del partito".

Franceschini: niente pasticci "Niente pasticci e niente scambi". Dario Franceschini, capogruppo del Pd a Montecitorio e leader della minoranza interna, fissa i paletti per il confronto sulle riforme. In un'intervista al Corsera l'ex segretario del Pd suggerisce "prudenza" nel valutare le aperture del centrodestra, visto che il "clima idilliaco" di questi giorni è stato preceduto dagli attacchi del premier alla Corte Costituzionale e agli ex presidenti della Repubblica "di sinistra". Franceschini dice "sì a un confronto parlamentare alla luce del sole, in cui i bluff prima o poi si scoprono". Il Pd, spiega, essendo una forza riformista, non si sottrae al compito di fare le riforme che servono al Paese "a patto che non siano la chiave per introdurre leggi ad personam, e purtroppo i segnali di questi giorni non sono positivi". Per essere chiari, sottolinea il capogruppo democratico, processo breve, lodo Alfano in Costituzione e legittimo impedimento "sono tutte e tre leggi ad personam e non potranno che vederci fermamente contrari". Sulla candidatura di D'Alema al Copasir, Franceschini non si sbilancia : "Il Copasir è una bicamerale e quindi come avviene da sempre ci sarà una proposta del segretario del partito ai gruppi e la valuteremo insieme".

Intese con Di Pietro Infine l'alleanza con Di Pietro: il capogruppo democratico la difende chiedendosi "come sia possibile teorizzare il ritorno a una grande coalizione tipo l'Unione senza cercare l'intesa con l'Idv, un partito che da solo fa quanto tutti gli altri messi assieme".