Scontro tra sindacati: lombardi schierati a difesa di Malpensa

da Milano

I lavoratori della Sea di Malpensa, la società che gestisce i servizi aeroportuali, non hanno digerito il documento dei sindacati confederali di Alitalia a sostegno del piano industriale del presidente Maurizio Prato sul ridimensionamento dei voli su Malpensa. Agitazioni spontanee sono avvenute ieri tra le 18 e le 20 nello scalo milanese con disagi soprattutto nel servizio di carico e scarico dei bagagli e qualche ritardo negli arrivi e nelle partenze.
Il piano di ristrutturazioni varato per Alitalia «non è abbastanza», secondo Lufthansa che giudica inoltre «sorprendente» la decisione di abbandonare Malpensa. Il Nord Italia è «uno dei migliori mercati per il trasporto del business in Europa», osserva il direttore finanziario del vettore tedesco, Stephan Gemkow, in un’intervista al Financial Times. La valutazione di Lufthansa sullo stato della compagnia italiana resta negativa. «Alitalia è sotto cure intensive - dice Gemkow - e ha immediata necessità di una rianimazione». Comprarla risulterebbe «quasi altrettanto costoso che con Iberia, ma con maggiori rischi».
«Noi - si legge in una nota congiunta dei sindacati - non condividiamo questo piano industriale e non condividiamo il metodo con cui le nostre segreterie nazionali stanno affrontando la questione. Chiediamo con forza alle nostre segreterie territoriali e regionali di prendere posizione contro il documento e di definire un percorso di lotta chiaro e concreto. È giunto - si legge ancora - il momento di una azione seria e decisa, senza farsi prendere dal panico, ma con l’obiettivo di cambiare le strategie di Alitalia e salvaguardare il ruolo degli aeroporti milanesi».
In base a quanto sostenuto nella nota siglata dalla Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil lombarde, «è evidente che il cosiddetto Piano Prato, se applicato, avrà pesanti ripercussioni su tutto il sistema del trasporto aereo del Nord Italia e soprattutto su quello lombardo: è quindi inaccettabile che un simile documento esca senza nessun coinvolgimento delle strutture regionali territoriali».
A peggiorare il clima è stato il fatto che dell’esistenza del documento “romanocentrico” i sindacati lombardi sono venuti a conoscenza leggendo i quotidiani. Per domani è previsto un incontro dei sindacati lombardi per decidere le future iniziative di lotta. Prosegue, intanto, il confronto tra Alitalia e rappresentanti dei lavoratori sul piano industriale dell’ex compagnia di bandiera. Oggi, l’azienda e le nove sigle sindacali torneranno ad incontrarsi anche per discutere del contratto nazionale di lavoro dopo la disdetta del vecchio contratto decisa dall’azienda. I rappresentanti dei lavoratori sarebbero disponibili ad una sorta di moratoria durante la quale si continuerebbero ad applicare le norme del vecchio contratto.