Scontro in stazione I due macchinisti indagati per disastro

Il tamponamento fra due treni avvenuto una settimana fa nella stazione di Roccasecca sarebbe stato causato da un errore umano e non da un guasto tecnico sulla linea. A questa prima conclusione sarebbe arrivata la procura della Repubblica di Cassino che la vigilia di Natale, al termine della perizia sui rottami dei vagoni, ha iscritto nel registro degli indagati i macchinisti del treno Roma-Campobasso Mario Mangano (originario di Benevento) e Gabriele Venditti, di Isernia: per entrabi, l’accusa è di disastro ferroviario e omicidio colposo. I due ferrovieri, assistiti dagli avvocati Calogero Nobile e Fabio Tanzilli, si sono sempre difesi sostenendo di aver visto il semaforo verde e, quindi, di aver avuto la linea libera. Diversa la versione del capostazione che, subito dopo l’incidente, aveva dichiarato alla polizia ferroviaria e al magistrato inquirente che il semaforo era rosso. I due periti incaricati dalla procura di effettuare il sopralluogo e la ricognizione tecnica sui mezzi hanno consegnato sabato la relazione al magistrato che ha emesso i primi provvedimenti. Ora restano da esaminare le registrazioni contenute nelle due scatole nere dei due treni. Il lavoro degli esperti dovrebbe iniziare oggi in procura, in collaborazione con la Polfer di Cassino e la polizia giudiziaria della Polfer del Compartimento di Roma. Il pm dovrebbe anche fissare il calendario degli interrogatori dei due macchinisti. Il bilancio complessivo dell’incidente è di un morto e di 70 feriti, tra i quali tre in maniera gravissima: in particolare Gabriella Vallillo, di 8 anni, la madre Lidia, di 45 e Francesco Martino, di 27 anni, di Isernia.