Scontro sui cortei, centrodestra diviso in tre

Forza Italia boccia le manifestazioni anti-Prodi di An e Udc: non partecipiamo. Fini irritato con Berlusconi dopo il no al partito unico. Bondi: "Nessuna iniziativa contemporaneamente allo svolgimento delle primarie del Pd, meritano rispetto". Si consolida l’asse tra azzurri e Lega

Roma - Che la miscela fosse esplosiva lo si era capito fin da lunedì, quando in fretta e furia An aveva annunciato una «grande manifestazione nazionale del partito» per il 13 ottobre, vigilia delle primarie del Pd. Un’iniziativa, spiegava il portavoce Andrea Ronchi, «autonoma» ma comunque «aperta a chiunque volesse aderire». Seppure senza strappi, dunque, un modo per smarcarsi da Forza Italia e Lega - che ultimamente sembrano sempre più in sintonia - e non perdere troppo terreno rispetto all’Udc, pronta a convocare per il 14 ottobre a Milano l’assemblea nazionale del partito.

Un’accelerazione, quella di An, che per tutto lunedì era rimasta sottotraccia, vista anche la scelta dei vertici azzurri di non polemizzare con gli alleati. Ieri, però, il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di «programmare iniziative contemporaneamente allo svolgimento delle primarie» del Pd, che seppur «verticistico» sono un «processo politico» da seguire con «rispetto e attenzione» visto che «coinvolge milioni di italiani».

Parole che provocano la reazione dello stato maggiore di An e dell’ex ministro dell’Udc Rocco Buttiglione. E certificano le tre linee del centrodestra. Che proprio mentre la maggioranza è alle prese con le candidature alla segreteria del Pd e relative tensioni interne, decide di prepararsi all’autunno caldo in ordine sparso. Con Forza Italia e Lega che fanno fronte comune e annunciano di essere già al lavoro sul nuovo programma di governo (all’ultima cena ad Arcore, Berlusconi ha chiesto a Tremonti di occuparsene a tempo pieno); l’Udc che va per la sua strada, apre alla maggioranza sul welfare, propone governi di unità nazionale e ripete come un mantra che la leadership del centrodestra va ridiscussa; e An che rimane a metà del guado, accelera in cerca della sua autonomia ma conferma che l’unico in grado di guidare il centrodestra è Berlusconi. Insomma, una situazione piuttosto complessa. Con Paolo Bonaiuti a ribadire che non c’è ragione per cui Forza Italia «dovrebbe manifestare contro il Pd». E Roberto Calderoli a ripetere che non ha senso «inseguire Udc e An con i loro appuntamenti in concomitanza delle primarie del Pd». Il colonnello della Lega, però, arriva a fare un passo in più. E tanto per rimarcare quali siano le posizioni in campo ci tiene a dire che il Carroccio «farà una manifestazione in autunno». «La data - spiega - è ancora da decidere, ma Bossi ne ha parlato con Berlusconi durante l’ultima cena di Arcore».

E così la giornata si consuma con i vertici di An a polemizzare in maniera più o meno decisa con Forza Italia. Ignazio La Russa, capogruppo alla Camera, accosta Bondi e Bonaiuti «alla storia della volpe e l’uva» di Esopo perché «dicono “no” a un corteo che probabilmente avrebbero voluto organizzare loro». E attacca: «Non denigrate le nostre manifestazioni». Secondo l’ex ministro Gianni Alemanno, invece, «il corteo del 13 ottobre e la conferenza programmatica di fine novembre» sono iniziative che «hanno rimesso in moto il centrodestra». Ben più duro il presidente dei senatori Altero Matteoli, che ci tiene a dire che An scende in piazza «quando crede» perché «le date delle nostre manifestazioni non ce le facciamo suggerire da nessuno». Più cauto Ronchi che sottolinea come An stia lavorando insieme a Forza Italia e Lega «sul programma di governo».

Insomma, nell’opposizione è quasi un tutti contro tutti. Colpa soprattutto del fatto che l’ultimo faccia a faccia tra Berlusconi e Fini non è andato affatto bene, con il Cavaliere che - sollecitato anche dalla Lega - ha preso tempo sia sul partito unitario sia sulla federazione. Che, spiega l’azzurro Osvaldo Napoli, «sono le uniche carte che Fini può giocare per sperare di raccogliere la leadership del centrodestra». Le insofferenze di An, insomma, sono dovute soprattutto a questo.