Lo scontro sui rom fa saltare il tavolo degli Ambrogini

La scelta di don Colmegna e i contrasti Pdl finiani hanno fatto slittare la lista dei nomi

Lo scontro sui rom e le tensioni tra Pdl e finiani finiscono anche sul tavolo degli Ambrogini 2010. Dopo sei ore e mezza, il conclave dei consiglieri riuniti a Palazzo Marino per decidere l’elenco delle civiche benemerenze che il sindaco consegnerà al Dal Verme il 7 dicembre si è chiuso con una fumata nera. Si riprende oggi alle 9.30. Capigruppo e membri dell’ufficio di presidenza ci hanno provato fino all’ultimo a trasformarli nella prima edizione buonista della storia. Stralciati subito calciatori e affini, dall’ex «special one» dell’Inter Mourinho a capitan Xavier Zanetti (lo riceverà a fine carriera) all’ex ct del Milan Arrigo Sacchi. Cassati anche i non milanesi, per evitare il dibattito sull’ad della Fiat Marchionne proposto dalla Lega. Per questa ragione salta anche Cristiano De Andrè. Niente Medaglia d’Oro per l’imam di via Meda Pallavicini, proposto dall’assessore finiano Landi di Chiavenna. Con il pallino in mano al capogruppo del Pdl Giulio Gallera, i nomi targati Fli restano tutti fuori (escluso lo chef Sadler, il presidente dell’Auxiologico Ancarani). E il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri traslocato nel partito di Fini non l’ha digerita. Anche i suoi candidati traballano, il rinvio della seduta a oggi lasciando aperta la rosa (anche se è scesa da 178 a 85 nomi, ne restano da tagliare 15) viene motivata dal capogruppo di Rifondazione Vladimiro Merlin con le «tensioni tra la “ex maggioranza“ che si scaricano anche sugli Ambrogini». Anche se Gallera precisa: «I partiti del centrodestra sono compatti». Il problema lascia intendere è proprio con il presidente finiano.
I nodi veri sono rimandati quindi a oggi. Il cardinale anti-Islam Giacomo Biffi proposto dal Pdl dovrebbe avere l’ok, col sostegno di Lega e Udc. Uno schiaffo alla linea del cardinale Dionigi Tettamanzi. Ma poichè sulle benemerenze la parola d’ordine è mercanteggiare, nel derby tra maggioranza e opposizione finirà alla pari: se passa Biffi, anche il Pd cattolico che ha proposto l’ex direttore di Avvenire Dino Boffo dovrebbe segnare un gol. Ma il capogruppo dei Comunisti italiani Francesco Rizzati ammette: «Io eviterei sia il simbolo della lotta all’Islam, sia quello dell’anti-berlusconismo».
Guerra aperta sull’attestato alla Casa della Carità, che si traduce con il nome del direttore don Virginio Colmegna e nello scontro sulle case ai rom del Triboniano. «Su questa vicenda Colmegna negli ultimi mesi ha manifestato forte contrapposizione al Comune - ricorda Gallera -. Non siamo d’accordo ad assegnargli un premio ora, sarebbe strumentale. Nessun problema a farlo in un altro momento, mi impegno a presentarlo io il prossimo anno. Ma farlo ora sarebbe strumentale». Più duro il leghista Matteo Salvini: «La Casa della carità? É già premiata economicamente in modo più che abbondante». Per il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino invece «É indiscutibile, non premiarla sarebbe come dare uno schiaffo al cardinal Martini che l’ha lasciata in eredità». Ancora in lizza invece «I», il ragazzino rom che una volta sgomberato dalle baracche di via Rubattino ha continuato a frequentare la scuola nel quartiere, e anche il Pdl ammette: «É un esempio di integrazione nella legalità, ora vive in un campo regolare». Verrà premiata anche la testimone dell’aggressione al tassista Luca Massari.